La 69esima edizione del Festival di Sanremo targato Baglioni-Raffaele-Bisio, per la sua terza serata, ha visto avvicendarsi sul palco del Teatro Ariston oltre ai 12 cantanti in gara numerosi ospiti tra cui Antonello Venditti, Alessandra Amoroso, Raf, Umberto Tozzi, Ornella Vanoni, Paolo Cevoli, Serena Rossi e Fabio Rovazzi. Anche questa sera abbiamo provato a dare i voti al Festival di Sanremo: ecco quali sono stati i momenti top e flop.

Sanremo 2019: le pagelle

10 a Virginia Raffaele che dopo due serate è tornata a fare quello che sa fare meglio. La gag iniziale dove interpreta, con la sua voce, un vecchio grammofono che canta “Mamma” è un colpo da veri fuoriclasse, poche in Italia come lei capaci di fare una cosa del genere. Applausi anche all’orchestra che ha accompagnato la difficile esibizione interamente dal vivo.

9 a Ornella Vanoni che, salita sul palco dell’Ariston a fianco di Virginia Raffaele si è esibita con la conduttrice in un vero e proprio capolavoro di autoironia facendo la parodia di sé stessa conclusasi con una canzone (che era evidentemente improvvisata) e con una battuta memorabile da parte della cantante: «Volevo dire alla Rai che io sono venuta gratis qui ma che non diventi un’abitudine eh». Roba da far fuori Bisio e tenerci lei per il resto della settimana.

8 a Umberto Tozzi e Raf che con un medley dei loro più grandi successi -da Battito Animale a Ti pretendo passando per Tu, Gloria e Gente di Mare – hanno svegliato il pubblico a casa e anche la platea.

7 a Serena Rossi con la sua magistrale interpretazione di “Almeno tu nell’universo” di Mia Martini alla quale sarà dedicata una fiction Rai nei prossimi giorni e all’ospitata di Fabio Rovazzi. L’interprete di numerosi tormentoni estivi si è mostrato a proprio agio sul palco dell’Ariston in una gag dove c’è stata anche l’incursione di Fausto Leali nei panni dello storico “Cavallo Pazzo” dei Sanremo di baudiana memoria («Questo Festival è truccato lo vince Fausto Leali»). Un’ospitata spiazzante, la sua, anche per la chiusa inaspettata e commovente: «Papà non so come contattarti, ma ti saluto da qui, visto che non sono riuscito a salutarti per tempo».

6 ad Alessandra Amoroso, non tanto per il brano inedito e per il duetto con Claudio Baglioni quanto per la scelta di farla partecipare in qualità di super ospite (o ospite che dir si voglia, cambia poco il senso è lo stesso). Perché non in gara?

5 a Paolo Cevoli che direttamente dal 1999 ha interpretato l’assessore alle attività Varie ed Eventuali Palmiro Cangimi. Il terrore che da un momento all’altro potesse spuntare Gabriele Cirilli urlando “Chi èèè Tatianaaa??” era ampiamente giustificato.

4 ai twittaroli del web, talmente tanto presi dalla foga nel commentare ogni minuto del Festival di Sanremo da non accorgersi di aver mandato in Twitter Trend l’hashtag #Sanremmo2019 (sì proprio così, con due “m”). Saranno felici gli amici di Tim che hanno investito diverse migliaia di euro per abbinare all’hashtag ufficiale (quello corretto) #Sanremo2019 la tweet emoji brandizzata.

3 all’idea di mettere sotto i riflettori gli haters del web leggendo i loro commenti in diretta tra una canzone e l’altra: non è cosi che si combatte il cyberbullismo e la violenza sul web. Si rischia, piuttosto, di sortire l’effetto contrario.

Cosa accadrà domani sera?