Sanremo 2019 è entrato nel vivo con la prima serata in onda martedì 5 febbraio 2019 su Rai 1. La serata, condotta da Claudio Baglioni con Virginia Raffaele e Claudio Bisio, ha visto l’esibizione di tutti e 24 i cantanti in gara. Tra gli ospiti Andrea Bocelli con il figlio Matteo, Giorgia e Claudio Santamaria.

Quasi tutta l’Italia ieri sera  si è riunita davanti alla tv e ai social per commentare e giudicare la serata d’esordio della 69esima edizione del Festival della Canzone Italiana per il secondo anno consecutivo affidato alla direzione artistica di Claudio Baglioni (non con poche polemiche).

Potevamo noi essere da meno? Certo che no. Abbiamo quindi provato a valutare a grandi linee i momenti top e flop della serata.

10 a Giovanni Floris e Bianca Berlinguer che hanno deciso di andare comunque in onda con “diMartedì” e “#Cartabianca” fregandosene altamente di andare contro il Festival dando, così, un’alternativa a chi di Sanremo 2019 ne aveva già le scatole piene ancor prima che cominciasse.

9 all’unico momento avvincente della serata: gli interminabili problemi tecnici prima dell’esibizione di Patty Pravo e Briga che hanno fatto sbottare la Strambelli: “Ma sono venuta qui per fare una passeggiata o per cantare?”

8 al maestro dell’orchestra che dopo mezzanotte si è felicemente appisolato. La sua inquadratura è diventata l’immagine simbolo dell’intera serata.

sanremo 2019

7 al Baglioni cantante che duetta con Andrea Bocelli e Giorgia: ciò che gli riesce meglio.

6 alle canzoni in gara: dare un giudizio al primo ascolto non è mai intellettualmente onesto ma nessuna sembra lasciare davvero il segno. Da riascoltare sicuramente.

5 all’assenza dalle prime file del teatro Ariston di Alba Parietti sostituita nientepopodimenoché da Valeria Marini. Lo share non sarà più lo stesso, ne siamo sicuri.

4 alla gag dei conduttori con Claudio Santamaria che a mezzanotte e dieci minuti hanno avuto la felice idea di intrattenere i telespettatori con “La vecchia fattoria” in versione vegan. Un omaggio al Quartetto Cetra a 70 anni dall’incisione. Ma chi sono gli autori? Quelli di Boris? F4. Evitabile.

3 e mezzo alla gaffe di Bisio che saluta con un gesto della mano Andrea Bocelli, come se lui potesse vederlo.

3 all’omaggio a Fabrizio Frizzi nel giorno di quello che sarebbe stato il suo 61esimo compleanno, non per il conduttore, ovviamente, ma per l’ipocrisia della frase di Baglioni: “Si meritava di condurre Sanremo e l’anno scorso ci ho anche pensato. L’avrebbe meritato”. Se ne poteva fare a meno. Non dell’omaggio, dell‘ultima frase.

2 al logo della Tim, sponsor ufficiale della kermesse, “nascosto” (nemmeno tanto) nella scenografia del teatro Ariston.

1 alla durata: dalle 20.45 all’1.15, ben 4 ore e mezza di diretta-fiume per uno spettacolo piatto come la scenografia, buia e spenta.

0 al Dopofestival che si contraddistingue subito per vilipendio della lingua italiana: su un cartello tenuto in mano da Anna Foglietta capeggia la scritta “Qual’è il tallone di Achille”. Qual è con l’apostrofo.

L’attrice si è poi corretta in un secondo momento, sicuramente dopo che i grammar-nazi del web glielo avranno fatto notare.