Da mercoledì 6 novembre, in prima serata su Canale 5, al via la nuova serie medicalOltre la soglia” con Gabriella Pession nei panni di Tosca Navarro psichiatra fuori dal comune e primario di un reparto all’avanguardia nella cura di adolescenti con disagi psichici.

“Oltre la soglia” è una fiction dai toni asciutti e ironici, che ha il coraggio di affrontare ed esplorare temi duri e scottanti, rompendo il muro di silenzio che circonda le malattie psichiatriche, soprattutto quando colpiscono i giovani. Una serie che ruota intorno a un tema fondamentale: che cosa fa di noi quello che siamo? Qual è il limite oltre il quale il disagio, la patologia ci privano della cosa più preziosa, la nostra identità? O, viceversa, quando la diversità diventa, se non una ricchezza, un’occasione di guardare alla realtà con altri occhi? Un racconto senza retorica, che mette al centro diagnosi appassionanti, un mondo di ragazzi sorprendenti e un personaggio affascinante ma ostico, Tosca Navarro sempre pronto ad agire fuori dagli schemi pur di aiutare i suoi pazienti. Perché lei è stata come loro…

La fiction Oltre la Soglia vuole lanciare un messaggio forte e chiaro, la malattia mentale va affrontata senza ipocrisia; le famiglie, gli amici, tutti quelli che sono vicini ad un ragazzo che manifesta un disagio mentale devono stargli accanto, accompagnarlo nel suo cammino di consapevolezza, così che possa vivere la propria adolescenza ed andare incontro all’età adulta come ogni coetaneo, cercando proprio nella “diversità” la propria personalissima ricchezza.

Oltre la soglia: anticipazioni della serie tv sui disagi psichici adolescienziali

Tosca Navarro (Gabriella Pession) è il primario di un reparto all’avanguardia nella cura di adolescenti con disagi psichici. Nel suo campo Tosca è la migliore, ma nasconde un segreto: un passato difficile e una diagnosi di schizofrenia. Una bomba a orologeria pronta a esplodere, che se da una parte le permette di leggere meglio di chiunque altro le menti fragili, le anime danneggiate dei suoi pazienti, dall’altra la consuma in fretta e la espone continuamente al rischio di far scoprire al mondo il suo segreto e di precipitare di nuovo nella malattia.

In reparto può avvalersi dell’aiuto di validi psichiatri e psicologi. Tra questi Alessandro Agosti (Paolo Briguglia) con il quale Tosca è severa e sarcastica, ma in fondo lo stima, gli vuole bene e lo aiuterà nella ricerca dell’amore.

All’interno della clinica troviamo anche la simpatica e umile caposala Maria Palli (Ida Sansone) e il dottor Francesco Negri (Alessandro Tedeschi), psichiatra preparato, narcisista, competitivo, l’antagonista professionale di Tosca.

A sostenere Tosca nelle sue battaglie c’è Barbara Cappello (Nina Torresi), psicologa bella, bionda, solare e innamorata di suo marito. Con il tempo il loro rapporto diventerà più intimo e Tosca deciderà di aiutare Barbara nel risolvere i problemi della sua sfera privata.

Purtroppo, avendo a che fare con i ragazzi, spesso Tosca deve fronteggiare l’intervento del Tribunale dei Minori e dei Servizi Sociali: Piergiorgio Di Muro (Giorgio Marchesi), uno dei PM della Procura, attento e scrupoloso, si scontra subito con l’insofferenza di Tosca alle regole, in un conflitto che sembra insanabile che invece sfocia in un’attrazione a cui entrambi cercano, invano, di resistere.  Tosca e Di Muro sono i poli di un magnete in mezzo al quale c’è il segreto della malattia di lei. Per l’intero arco della serie la loro relazione oscilla tra verità e bugie, attaccamento e abbandono, coraggio e paura.

Dello staff fa parte anche Mirta Tonutti (Camilla Ferranti), l’assistente sociale; con grande esperienza sul campo, fronteggia famiglie complicate che spesso sono la causa dei problemi dei giovani pazienti. Lei e Tosca sono molto amiche e insieme formano un’ottima squadra: stessa ironia, intesa perfetta, e solida complicità.

Il primo caso che Tosca deve affrontare è quello di Jacopo (Ludovico Tersigni), diciassettenne appassionato di disegno, apparentemente soggetto ad attacchi di natura psichiatrica, il cui genio ribelle non viene riconosciuto nel contesto degradato in cui vive. Sarà Tosca a capire che il ragazzo è cognitivamente iperdotato e a dargli una possibilità di esprimersi al di fuori del reparto dove i meno attenti vorrebbero rinchiuderlo.

Disagi psichici adolescenziali: la situazione reale oltre la fiction

Stefano Vicari, docente di neuropsichiatria infantile all’università Cattolica di Roma, tratteggia  il panorama reale dei disturbi psichiatrici in età evolutiva di cui la fiction Mediaset parla:

L’organizzazione Mondiale della Sanità ha documentato come il 7-10% di tutti i bambini e fino al 16% degli adolescenti sia esposta al rischio di una malattia psichiatrica. La depressione, l’ansia, l’anoressia e la bulimia, i disturbi della condotta, le psicosi a insorgenza anche precocissima (ovvero al di sotto dei 12 anni) sono patologie molto frequenti il cui esordio può essere improvviso quanto imprevisto. Il tema della salute mentale in età evolutiva è, dunque, di fondamentale importanza nel nostro sistema sanitario. I diversi operatori infatti, e le diverse agenzie sociali, coinvolti a vario titolo, si trovano quotidianamente alle prese da un lato con il rischio di amplificare e medicalizzare ogni forma di disagio, dall’altro con il pericolo di trascurare segnali di allarme o chiari quadri patologici in grado di esercitare una crescente interferenza nello svolgimento delle normali attività di vita familiare, scolastica e sociale del bambino.

La sofferenza psichica è legata a diversi fattori individuali e dinamiche intra ed extra familiari che possono determinare momenti di profonda difficoltà in bambini, adolescenti e nei loro genitori e che può attivare, in alcuni casi, anche azioni gravi come l’aggressività rivolta verso se stessi o nei confronti di persone care.

Ansia, depressione, anoressia, agitazione motoria e aggressività sono alcune di queste possibili difficoltà, molto più frequenti di quanto si pensi: a tutti noi è capitato o può capitare di sperimentarle almeno una volta nella vita. In questi casi la cosa migliore da fare non è chiuderci in noi stessi e “far finta di niente” ma, piuttosto, affrontarle e chiedere aiuto subito perché in questo modo, da queste situazioni, se ne può uscire, si può tornare a vivere con serenità.

Trovare professionisti esperti che in qualunque momento possono rispondere alle richieste d’aiuto può, allora, fare la differenza.