Lino Banfi avrebbe dovuto fare il prete. Questa sarebbe stata la volontà della sua famiglia, puntualmente disattesa dall’attore. Il motivo è lui stesso a spiegarlo al programma radiofonico “I Lunatici” su Rai Radio 2:

Parlo sempre poco dell’infanzia e dell’adolescenza perché non le ho avute. Nell’infanzia c’era la guerra, ero con i miei genitori in campagna per paura delle bombe. Poi, sono andato in seminario, sarei dovuto diventare prete. Ad un certo punto mi cacciarono via perché ero impertinente, mi arrampicavo sul cornicione per spiare le suore di clausura che alloggiavano nel convento vicino. Mi mandarono via. Non avendo avuto infanzia e adolescenza, ho pochi ricordi di Natale.

Una volta, a 18 anni, Lino Banfi ha trascorso un Natale a Napoli da solo:

Avevo 18 anni, nel 1954. A Napoli. Era il 24 e stavo senza una lira. Ad un certo punto passò un signore, Ciro, che faceva il posteggiatore abusivo. Mi invitò a casa sua, mi disse che dove mangiano in nove mangiano anche in dieci. Aveva otto figli. Mangiammo e bevemmo tantissimo. Mi fece dormire a casa sua. La mattina mi diede anche mille lire per prendere il treno. Sono tornato dopo qualche anno dopo a Napoli per cercarlo, ringraziarlo e dargli un regalo. Però, non l’ho più trovato. Nessuno sembrava conoscerlo e averlo mai visto. Un giorno, un mio amico cardinale mi chiese come mai continuassi a cercare questo Ciro a Napoli. Mi disse che non l’avrei trovato mai, perché quel Ciro era un angelo che scelse di salvarmi quella notte.