Per la prima volta il critico gastronomico e conduttore di “Melaverde” (Rete 4), Edoardo Raspelli, parla della sua vita privata e di un episodio inquietante che gli capitò quando era ancora adolescente. Queste le sue parole al Corriere della Sera:

Era estate, vacanze in un collegio con altri ragazzi a Chiavari. Quasi un castello in cui ogni studente aveva una stanza. Io ero nella mia. Un pomeriggio mi assalirono in sei mentre io stavo riposando sul letto nella mia camera. In quattro mi bloccarono, gli altri mi tirarono giù i pantaloni. Mi violentarono.

Sempre sul Corriere si legge:

Due anni dopo la violenza – siamo nel 1966 – Raspelli chiede alla madre di accompagnarlo al cinema. Danno «Le amicizie particolari», storia «struggente e tragica di due maschi adolescenti amici – racconta il critico -, poi confidenti, che infine arrivano a un amore che verrà vietato nel rigido collegio gesuita in cui alloggiavano». Al buio della sala il sedicenne Raspelli si mette a piangere. «Mia madre mi guarda sorpresa e mi dice, scandendo le parole: “Piuttosto che tu fossi come loro, preferirei che fossi morto”. Io non ero come loro, ma quelle parole le trovai ugualmente terribili. E forse per questo preferii dimenticare tutto».

Ora ha deciso di raccontare tutto.