Martedì 18 dicembre 2018 è uscito “Evoluzione” (progetto firmato Rusty Records/Richveel ed edizioni Rusty Records/Thaurus Publishing), l’EP d’esordio di Diego Conti, giovane cantautore selezionato tra i 24 finalisti di Sanremo Giovani. L’artista ha partecipato alla trasmissione condotta da Pippo Baudo e Fabio Rovazzi, esibendosi nella prima delle due serate, tuttavia non è riuscito a passare alla fase successiva.

3 Gradi” è il brano che Diego ha portato sul palco del Casinò di Sanremo e si tratta della percezione di un momento infinito e passionale vissuto da due giovani amanti. Nel disco troviamo anche i brani “Buon Natale”, “Mal di testa”, “Evoluzione 3.0”, “L’Inferno” e “Clandestino”.

Leonardo.it ha contattato il cantautore classe 1995 per parlare dell’esperienza a Sanremo Giovani e non solo.

Com’è nato Evoluzione?

È il primo primo lavoro discografico a cui ho iniziato a lavorare solo 4 mesi fa con il mio produttore Mark Twayne. Ci siamo chiusi in studio di registrazione e abbiamo dato vita a queste canzoni con le quali abbiamo inaugurato un nuovo genere musicale: il cross-pop. Si tratta di un genere che unisce tutte le mie esperienze umane ed artistiche. Il cross-pop è la mia visione della vita. Non c’è solo pop, rock, trap, ma questo è insieme di tutti i generi già esistenti e che mi piacciono. Nato dalla condivisione con altri artisti. La vita è musica.

E come nasce la collaborazione con Mark Twayne?

Da tempo pensavamo di produrre qualcosa e così abbiamo registrato il brano “3 gradi” d’impulso. Rusty Records, Thaurus Publishing e Richveel ci hanno dato la “benedizione” dopo l’ascolto del brano e abbiamo continuato a registrare anche altre canzoni.

Com’è avvenuta invece la scrittura dei brani?

Ho scritto in brani in base a quello che io vivo tutti i giorni. Passo da un brano più passionale come “3 Gradi” a uno dal peso sociale come “Clandestino”. Si tratta di canzoni autobiografiche.

Stai già lavorando a nuovi brani?

Assolutamente. Tra poco uscirà una nuova canzone, una ballad d’amore, e poi sto continuando a lavorare alle canzoni che andranno a completare il primo album vero e proprio.

Sarai anche in tour o ti stai concentrando al disco?

Al momento sto scrivendo tanto per chiudere l’album, quindi al momento è questa la priorità.

Com’è andata l’esperienza a Sanremo Giovani?

Mai avrei immaginato di arrivare fin lì, soprattutto con quella canzone scritta esattamente un anno prima proprio a Sanremo. Al di là della gara sono felice di aver partecipato perché è stata un’esperienza davvero importanti. Poi tutti i miei idoli sono arrivati ultimi o penultimi a Sanremo, quindi è solo un punto d’inizio. Tornerei volentieri in futuro.

Cosa pensi dei Big in gara a Sanremo 2019?

Finalmente c’è anche la musica indipendente! Tifo sicuramente per Motta. Baglioni ha fatto una bella scelta con artisti di nuova generazione.