Il lutto, la perdita delle persone a noi più care, ha bisogno di tempo per essere elaborato. C’è chi ha rimorsi per tutta la vita, a causa delle cose non dette o non fatte prima di separarsi dai propri cari. C’è chi annega il proprio dolore nell’alcool, chi nella violenza, chi ancora riesce con grandi sacrifici a ricostruire una vita, o una parvenza di essa.

Quando Thanos ha eliminato parte degli Avengers i superstiti hanno conosciuto questi stati d’animo causati dalla morte dei propri compagni di battaglia e amici. Ma se ci fosse un modo di farli tornare? Se non tutto fosse irreversibile? Se l’ineluttabilità di Thanos e dei lutti provocati dal suo schiocco di dita potesse essere annullata?

Dal dolore della perdita e dalla necessità di andare avanti parte Endgame. Un pantagruelico caleidoscopio che mixa epica supereroistica e fantascienza, “Ritorno al futuro” e “Il grande freddo”.

Il pubblico ha sicuramente pane per i suoi denti e non viene deluso dai tanti colpi di scena, ma c’è qualcosa che non convince. Non vogliamo fare alcun tipo di spoiler, ma solo elencare le cose che ci sono piaciute e quelle che invece non ci hanno affatto convinto.

Cosa ci ha convinto di Avengers: Endgame

1) L’approfondimento psicologico dei Vendicatori, tutti i personaggi hanno uno spessore drammaturgico che difficilmente si trova in un blockbuster di queste dimensioni e che mai ci si aspetterebbe da un cinecomics.

2) Il tono epico che si respira a partire dalla seconda ora del film, una scarica di adrenalina continua fino alla conclusione di Endgame.

3) Il personaggio di Tony Stark che ha conosciuto una crescita emotiva enorme nel corso della saga degli Avengers e che da miliardario e genio è ora un uomo e un leader, capace di guidare con il proprio esempio i compagni di battaglia.

4) La regia di Anthony Russo e Joe Russo che riescono a fare seguire ben 3h e 1m senza che ci siano momenti di stanchezza da parte degli spettatori.

Cosa non ci è piaciuto di Avengers: Endgame

1) La difformità di tono tra la “prima parte”, le due ore iniziali di film, che è molto commedia e poco dramma e l’ultima parte che invece vira sull’epica. Ci si sarebbe aspettato un tono conforme a quanto visto in Infinity War, che è forse il capitolo più cupo e emozionante della saga degli Avengers.

2) La figura di Thanos, complessa e ben approfondita in Infinity War, torna ad essere una macchietta, un super cattivo troppo stereotipato rispetto alla complessità psicologica che ci era stata mostrata in precedenza.

3) Il personaggio di Captain Marvel non è sufficientemente valorizzato a livello di sceneggiatura. Ci si sarebbe aspettati molto di più da Carol Danvers che invece viene relegata a mera comparsa di una azione corale che vede impegnati gli eroi principali dei precedenti Avengers.

4) La resa macchiettistica dei personaggi di Hulk e Thor (quest’ultimo davvero troppo, tanto da far ricordare Jeff bridges ne “Il grande Lebowski”).

Conclusioni

Complessivamente Avengers: Endgame è un film godibile, ma di certo non un capolavoro. Ci si sarebbe aspettati di più soprattutto dal team di sceneggiatori che, a nostro avviso, non hanno saputo appagare appieno le enormi aspettative riposte dai fan, restituendo una svolgimento della storia che non sempre convince. Infinity War rimane, senza dubbio, il capitolo che più di tutti ha centrato l’obiettivo, offrendo il livello più alto dell’epopea supereroistica dei Vendicatori.