Cosa succede se cinema, teatro e social network si incontrano? Nasce dal questa curiosità Amleto La Serie, che si presenta al pubblico del web come “la prima social serie dedicata al principe di Danimarca”. L’idea di mescolare mezzi e linguaggi e di tentare una combinazione inedita tra forme narrative tradizionali e contenuti tipicamente virali è venuta a due giovani artiste, Emma Campili e Donatella Furino, che dirigono e interpretano la serie, prodotta da Indacos, altrettanto giovane casa di produzione napoletana che ha fatto di Facebook una piattaforma creativa e una cornice entro cui presentare la propria lettura dell’opera shakespeariana. Lanciato sul web lo scorso 7 febbraio, il progetto prevede un diverso dosaggio di contenuti di varia natura, tra clip brevi e immagini, post e approfondimenti, per un totale di 450 contenuti di cui 250 contenuti video: la serie in sé, composta da 15 puntate da 15′ ciascuna, è visibile sul canale YouTube ufficiale del progetto, ma nel contempo prevede una sorta di second screen disponibile sulla pagina Facebook ufficiale, con gif, meme, video che compongono – e affiancano – la narrazione seriale ‘vera e propria’.

L’intenzione è quella di ‘spacchettare’ il racconto, moltiplicandolo e arricchendo quanto trasmesso nella puntata integrale su YT, a propria volta costruita cercando di rendere accettabile al pubblico web un contenuto di 15′: da qui l’escamotage della griglia delle telecamere di sorveglianza che trasmettano simultaneamente le varie scene che compongono i cinque atti dell’Amleto. L’esperimento narrativo procede, quindi, su un doppio binario, che si serve delle forme canoniche del racconto per immagini, tra teatro e narrazione audiovisiva, affiancate dai contenuti più comuni di Facebook.

Un processo senza dubbio ambizioso (considerato anche che la serie viene definita come “la stagione zero di un nuovo format”) e portato in scena – e on line – da Donatella Furino nel ruolo di Amleto. L’interpretazione femminile non fa del protagonista una ‘principessa’: l’attrice interpreta Amleto ‘en travestì’, capovolgendo la tradizione seicentesca che voleva le parti femminili portate in scena da uomini. L’idea traspositiva, però si mantiene, nelle intenzioni, fedele al testo originale, mentre la messa in scena cerca di adattarsi ai diversi codici che normalmente si fondono su una piattaforma social come FB.

Ad animare i contenuti, oltre a Donatella Furino nelle vesti di Amleto, troviamo Simone Destrero (Re), Giovanna Cappuccio (Regina), Betti Pedrazzi (Spettro defunto del Re), Gennaro Falconetti (Polonio), Diego Maiello (Laerte), Giulio Mezza (Orazio) Arianna Pastena (Ofelia).

Lo abbiamo girato come se stessimo girando una normale serie, lo abbiamo montato rispettando leggi e regole proprie della narrazione cinematografica e poi lo abbiamo riaperto, rispacchettato e sceneggiato appositamente per Facebook, che diventa così la sua meta-drammaturgia” scrivono le ideatrici, sceneggiatrici e registe nelle loro note di regia., Se l’esperimento meta-linguistico e meta-narrativo sia riuscito lo si capirà una volta concluso. Intanto merito al coraggio di aver cercato una formula diversa, e intenzionalmente crossmediale, per affrontare uno dei grandi classici della letteratura di tutti i tempi.