Sta facendo discutere la decisione dell’Ucraina di inserire Al Bano nella lista nera, dove di solito finiscono individui che il Paese considera una minaccia alla sicurezza nazionale. Una lista che viene continuamente aggiornata dal Ministero della Cultura in base alle richieste del Consiglio di Sicurezza e Difesa nazionale dell’Ucraina, dei servizi di sicurezza ucraini e del Consiglio della Tv e Radio nazionali. Non è ancora chiaro il motivo che ha spinto l’Ucraina a inserire uno dei cantanti più popolari al mondo in una black list dove si trovano altre 147 persone.

Albano e Romina Power negli anni Ottanta e Novanta erano famosi anche in Unione Sovietica: di recente sono tornati in Russia per i concerti che hanno segnato il loro grande ritorno in coppia.

Io una minaccia per la sicurezza dell’Ucraina? Ma figuriamoci: sono una persona normale, mai fatto politica.

Questo il primo commento di Al Bano. Ad aver pesato forse la sua simpatia per Putin:

Se qualcuno merita di essere nominato in positivo io lo faccio, ma non ho mai fatto nessuna dichiarazione contro l’Ucraina. Io porto canzoni di pace e non di guerra. Non a caso il brano ‘Libertà’ è stato inserito tra quelli di maggior successo in Ucraina [...] In Russia ci vado perché mi chiamano per cantare, come è normale.

Quattro anni fa si era schierato contro le sanzioni alla Russia:

Si dimentica cosa era la Russia e com’è cambiata. Da uomo libero voglio dire che ho visto questo cambiamento. Poi di certo se vuoi mantenere il potere, ogni tanto devi avere pugno di ferro in guanto di velluto. Putin ha fermato la guerra in Siria, quando il buon Obama aveva deciso di attaccarla.