Andrea Brambilla, in arte Zuzzurro (foto by InfoPhoto), ha un tumore. Ma questo non lo ha fermato dal continuare a fare il comico, a cercare il sorriso nel pubblico. Tra una seduta di chemioterapia e l’altra, l’attore si è confessato e ha rilanciato la sua rincorsa alla vita: “Perché dovrei smettere di far ridere la gente? – si domanda Zuzzurro, 67 anni, una vita passata sui palcoscenici televisivi e teatrali con l’amico Gaspare – lo scorso febbraio ero in tournée e tossivo sempre. Ho fatto un controllo. Presto, la diagnosi: tumore al polmone. Molto aggressivo. Con linfonodi”.

Una brutta botta, come ammette lo stesso Zuzzurro: “Poi però ho pensato che si può guarire, son guariti in tanti. Certo ti distrugge fisicamente. Ho cominciato la chemioterapia che alterno alla radioterapia. E ho capito che sto meglio se lavoro. Sono debilitato, ma bisogna reagire. Penso sia doveroso provarci. Vorrei dirlo a tutti, specie ai malati giovani: occorrono volontà e ottimismo”. Lui non demorde e ormai ha quasi concluso di scrivere il nuovo spettacolo “Non c’è più il futuro di una volta 2.0″, che andrà in scena il 15 ottobre a Milano al Teatro Leonardo: “Ci sono giorni in cui mi sento bene e giorni in cui sono stanchissimo – ammette – capisco che il fisico non mi segue e questo dà un senso di frustrazione. Ma bisogna reagire. È una questione anche psicologica. Io spero di farcela a recitare tutte le sere, anche il giorno dopo la chemio. Ho sempre cercato di far ridere la gente e continuerò a farlo. Ma se proprio dovessi saltare una recita, so che la gente e gli addetti ai lavori mi capirebbero. Per questo voglio raccontare pubblicamente la mia malattia: per rispetto al pubblico e alle persone che lavorano con me. Perché sappiano che se mi fermo non è per un capriccio. Ho anche avuto paura che qualcuno pensasse che parlo del mio tumore per farmi pubblicità, per attrarre spettatori. Ma alla fine ho deciso di fregarmene”. 

Andrea Brambilla, 67 anni, è circondato da suo figlio di 30 anni, un altro di 16 e una moglie costumista e scenografa. senza dimenticare l’amico Nino Formicola, in arte Gaspare, con il quale il sodalizio prosegue da 35 anni. Anche se da quasi 20 non hanno un loro spettacolo in televisione: “È vero, ci considerano vecchi, superati, teatranti. Ma a noi la tv di oggi non piace. Quindi sì, siamo un po’ dispiaciuti, ma più di noi, il nostro direttore di banca. Non ci piace questa equazione per cui se non sei in televisione non sei nessuno. Noi per fortuna continuiamo a riempire i teatri. Zelig? È stato bello tornare come ospiti per qualche puntata e non ci aspettavamo una accoglienza così calorosa da parte del pubblico. Si vede che qualcosa di bello abbiamo fatto negli anni”.