La Disney con Zootropolis ritorna a uno dei topoi classici dell’animazione, ovvero l’utilizzo di animali antropomorfi, ma lo fa con la classe invidiabile di chi ha inventato un intero genere (un po’ come avvenuto con Il viaggio di Arlo, firmato dai collaboratori della Pixar)

Il nuovo progetto dello studio, che uscirà nelle sale italiane il 18 febbraio dell’anno prossimo, ricostruisce infatti l’intera metropoli del titolo con una elevatissima cura del dettaglio. A Zootropolis tutte le razze sono infatti ben accette e ogni quartiere è caratterizzato per tipologia di animali che vi abitano e clima, un po’ come nella proteiforme New York: si va dall’elegante Sahara Square alla fredda Tundratown.

Il produttore Clark Spencer spiega quanto sia stato duro e al tempo stesso interessante il lavoro di preparazione che ha coinvolto animatori e sceneggiatori: .“Abbiamo incontrato svariati esperti provenienti da tutto il mondo. Siamo arrivati in Kenya per un viaggio di due settimane dedicato allo studio del comportamento e della personalità degli animali. Volevamo che il comportamento di ogni specie apparisse reale e autentico.”

A dirigere la pellicola troviamo da due professionisti del settore come Byron Howard, che si è già segnalato come autore di un successo innovativo quale Rapunzel e del divertente Bolt, e Rich Moore, responsabile di Ralph Spacatutto. I due raccontano come il film sia partito come una semplice pellicola sugli animali ma poi abbia inglobato un complesso discorso su stereotipi e pregiudizi: “Abbiamo lavorato duramente per trovare il baricentro perfetto: raccontare una storia interessante che potesse divertire, commuovere ed esprimere concetti profondi”.

Howard racconta infatti che il film ha mutato pelle una volta effettuate le prime ricerche: “Abbiamo scoperto che la maggior parte degli animali è formata da prede.” Chiaro il paragone con gli uomini, in cui i problemi sociali derivano dalla coesistenza di minoranze e maggioranze, che si riflette nel mondo animale: “Gli animali di ogni specie tendono a stare con animali che gli somigliano; trovano rifugio e protezione nei loro gruppi individuali e tendono a evitare animali che sono differenti”.

Protagonista del film è la nuova agente di polizia Judy Hopps, una coniglietta gentile e simpatica appena arrivata in città. Judy scopre presto che farsi strada in un ambiente dominato da animali di grande stazza è molto difficile, per questo motivo si getta subito nella soluzione di un difficile caso. Per arrivare alla risoluzione la recluta dovrà affidarsi a Nick Wilde, una volpe dalla lingua sciolta e dalle tendenze truffaldine.

Nello spassoso trailer di Zootropia li vediamo alle prese con gli impiegati della motorizzazione della città. I quali, per rimanere al discorso degli stereotipi, sono dei bradipi tanto efficienti quanto giustamente lentissimi.