Zoolander 2 è un film bello, bello in modo assurdo. Sì, ok, la battuta è scontata, ma non lo è altrettanto che un sequel sia all’altezza del suo predecessore, specie se questo è assurto allo status di cult movie e se nel frattempo sono passati più o meno 15 anni.

Eppure Ben Stiller è riuscito nella miracolosa impresa di non deludere i suoi fan e di riproporre una miscela di umorismo e demenzialità senza risultare né autoreferenziale né scontato, unendo al non-sense ben noto della sua comicità tanta azione e una trama articolata.

Come lo stesso Stiller ha dichiarato ai nostri microfoni, Zoolander 2 è un mix fra comicità, thriller e spy movie con un chiaro richiamo agli anni ‘60 e con l’iconica Roma dei giorni nostri a fare da sfondo.

Storia

Sono passati anni da quando Derek ha calcato le passerelle per l’ultima volta e, purtroppo, sebbene la vita di modello gli abbia regalato molto, gli ha anche tolto tanto, fra cui – non necessariamente in questo ordine di importanza – la compagna Matilda (Christine Taylor, moglie di Ben Stiller nella vita reale) e la fama. O forse è colpa del suo piccolo cervello da modello? Beh, poco importa, perché adesso lui e il suo amico e compagno di sfilate, Hansel (Owen Wilson), sono richiamati in servizio niente meno che dall’Interpol, unità moda, per aiutare nelle indagini su una serie di omicidi che stanno sconvolgendo il mondo della moda e dello showbiz.

Ma perché proprio Derek Zoolander dovrebbe indagare su questi omicidi? Ebbene, un inquietante elemento accomuna le vittime: prima di morire, tutte si sono fatte un selfie imitando il famoso Blue Steel, il celebre sguardo con cui Derek, anni prima, era riuscito perfino a fermare una shuriken a mezz’aria. O almeno questo è quel che pensa la responsabile dell’unità moda dell’Interpol, Melanie Valentina (Penélope Cruz).

In realtà, come in un romanzo di Dan Brown – i riferimenti alla trama de Il codice Da Vinci non mancano! – lo sguardo imitato dalle vittime è ben altro e cela riferimenti mistici che potrebbero sconvolgere il mondo della moda intero.

Come Derek e Hansel ben presto scopriranno, dietro la scia di sangue si nasconde ancora una volta il genio del male Mugatu (Will Ferrel), che fra le mura della sua prigione, ha ordito in tutti questi anni un nuovo, elaborato piano per mettere a nudo la vacuità del fashion-biz e per dimostrare una volta per tutte quanto stupidi siano i modelli.

Il susseguirsi di scene demenziali è arricchito dalle vicissitudini personali di Derek, sulle tracce del figlio, affidato anni prima a un orfanotrofio in Italia, dopo che il modello si era dimostrato incapace di allevarlo da solo, e da quelle di Hansel, il quale, non avendo mai abbandonato l’esperienza delle orge, viene a sapere che si ritroverà presto padre di ben 11 figli, frutto di inverosimili rapporti con altrettante persone, fra cui un intensissimo Kiefer Sutherland!

Il tutto è condito da una sequela di cameo – che non sveliamo per non guastare la sorpresa – e di celebri comparse, alcune nel ruolo di se stessi, prese in prestito dal mondo dello spettacolo. Fra queste spiccano Benedict Cumberbatch, assolutamente inedito nella parte dell’androgino All, Kanye West, Mika, Kim Kardashian, Katy Perry e Justin Bieber, ma la lista è davvero lunga e include anche stilisti del calibro di Tommy Hillfigher e Marc Jacobs e persino l’Imperatore, Valentino, che già aveva prestato la propria immagine ospitandoli sulla passerella in occasione del Valentino Fashion Show 2016.

Zoolander 2

Benedict Cumberbatch

Risate garantite

La comicità non è da tutti, ma forse la stupidità lo è. Potrebbe essere questo il segreto del mix vincente di un film come Zoolander 2, che fa leva sullo stile demenziale tipico di un certo cinema americano e sulla capacità innata di far ridere dei suoi interpreti, facendoci trascorre allegramente l’intera durata del film, senza mai annoiarci. Se ne volete un assaggio, vi consigliamo vivamente di guardare la clip che abbiamo pubblicato in esclusiva noi di Leonardo.it.

Il ritmo è piuttosto alto, e cala solo in presenza di una gag o di una battuta ben piazzata. E sono tutte esilaranti! I personaggi sono iconici, se possibile ancor più del prequel, e persino la trama riesce a essere più avvincente e inaspettatamente articolata.

In sostanza, Zollander 2 è un film riuscitissimo sotto ogni punto di vista. Anzi, ci azzardiamo a dire che è persino meglio del suo “illustre” predecessore. Insomma, le mode cambiano, ma le risate restano.