Il film di Cosimo Alemà, Zeta, uscirà nelle sale cinematografiche italiane a partire dal prossimo 28 aprile ma noi di Leonardo.it abbiamo avuto la possibilità di vederlo in anteprima e vi racconteremo i motivi per cui, secondo noi, Zeta è un film che merita di essere visto.

Iniziamo con il ricordare la trama del film: la storia principale ruota attorno al protagonista Alex (interpretato da Diego Germini, aka Izi), ragazzo che vive nella periferia romana e che sogna di diventare un rapper di successo. Accanto a lui, oltre al padre e ad una sorella, ci sono gli amici Marco (Jacopo Olmo Antinori, che ha debuttato al cinema con Io e te di Bernardo Bertolucci) e Gaia (l’esordiente Irene Vetere). Quando Alex viene ingaggiato per tentare la carriera musicale con il soprannome di Zeta, Marco e Gaia si sentono traditi da lui, poiché i tre ragazzi avevano sempre lavorato assieme per arrivare alla notorietà. Alex sperimenta così la gioia del successo e del denaro apparentemente facili ma anche le terribili delusioni di un successo tutt’altro che roseo.

Il primo motivo per cui il film di Cosimo Alemà merita di essere visto è senz’altro legato al fatto che il cinema italiano sta finalmente respirando boccate d’aria nuova. Si sperimenta, si propongono pellicole alternative, si rischia… È accaduto con Lo chiamavano Jeeg Robot (che è praticamente impossibile non citare in questo momento) ed è accaduto anche con Zeta, dove forse per la prima volta nella storia del cinema italiano, una pellicola viene interamente dedicata al mondo della musica rap e di tutto quanto vi ruota attorno.

Il secondo motivo per cui Zeta merita la visione è la colonna sonora. Trascinante, martellante, adrenalinica grazie ai brani cantanti – o meglio rappati – dallo stesso Izi, da Salmo, da Moses Sangare, da Ensi e da molti altri ancora. La musica rap è la coprotagonista della pellicola, ruba la scena quando parte a manetta, è l’espressione più totale della rabbia, della ribellione e della voglia di essere ciò che realmente si è, senza restare ingabbiati nella rete della società. Esattamente ciò che sogna Alex, cui il lavoro al bancone del mercato del pesce sta davvero troppo stretto.

Il terzo motivo, in parte legato al precedente, sono le battaglie a suon di musica che i rapper ingaggiano sul palco e che riportano alla mente scene molto simili viste anche in 8 Mile di Curtis Hanson, dove a salire sul palco, in quel caso era il rapper bianco Eminem.

Zeta non è un film perfetto (sconta qualche piccolo difetto a livello di sceneggiatura) ma le piccole imperfezioni vengono livellate dai tre protagonisti Alex, Gaia e Marco e dalla carica dirompente della musica rap. I tre ragazzi protagonisti, in particolare, riescono a catturare la simpatia dello spettatore anche grazie alla profondità dei loro occhi, che restituiscono sullo schermo lo sguardo di un’intera generazione – la loro – che solo apparentemente si sente perduta ma che in fondo riesce a preservare la purezza che dimostra ancora di possedere.

Infine, se amate la musica rap e i rapper, Zeta ha dato spazio più o meno consistente a tantissimi protagonisti di questo genere musicale. E così, nel corso del film, appaiono rapper quali Fedez, J-Ax, Briga, Salmo, Tormento, Baby K, Emis Killa, Clementino, Rancore, Shade e moltissimi altri ancora, alcuni nella parte di loro stessi altri in veri e propri ruoli. Menzione speciale merita Salvatore Esposito, che il grande pubblico conosce anche grazie al ruolo di Genny Savastano in Gomorra la serie.