We are you friend” è, oltreché il nome del singolo dei Justices (2006), anche il nome del titolo del film diretto da Max Joseph (qui al suo debutto alla regia) ambientato nel mondo della musica elettronica e della vita notturna. Protagonista è Cole (Zac Efron), aspirante dj ventitreenne che trascorre le giornate con i suoi amici d’infanzia – tra corse in città e serate in locali – lavorando a un pezzo che potrebbe cambiargli la vita: “Ma se sei un dj devi iniziare con una traccia. E se è abbastanza vera, se è abbastanza sincera, se è fatta di tutto quello che sei fatto tu, da dove vieni, chi hai conosciuto, la tua storia, allora forse hai una possibilità di connetterti con il mondo. E forse quello è il tuo biglietto vincente”.

La vita di Cole cambia quando incontra James (WesBantley), dj più grande di lui che gli fa da mentore. Sembrerebbe tutto andare per il meglio se non fosse per l’incontro con Sophie (Emily Ratajkowski), la fidanzata del suo amico dj di cui si innamora.

Interessanti i temi su cui ruota il film: l’amore, l’amicizia, la fiducia e soprattutto lei, la musica. “We are your friends” è un film che piacerà tanto ai ragazzi e a quelli che, sull’orlo dell’età adulta, cercano ancora di capire in quale direzione andare, in mezzo a tutte quelle tentazioni che si hanno quando si è giovani: dalle feste alle automobili. La musica dicevamo prima. La colonna sonora, impostata su un ritmo battente, include il remix di Gryffin di “Desire” degli Years & Years, più due brani completamente nuovi, “Blackout” di The Americanos featuring Lil Jon, Juicy J e Tyga, e “Break Yourself” di Hook N Sling feauturing Far East Movement e Pusha.

Bellissima la colonna sonora così come bellissimo è il protagonista Zac Efron che capisce, dopo l’incontro con il dj più grande di lui, che i suoi amici d’infanzia sono bloccati nella loro vecchia vita e che sono autodistruttivi. È come se nel film dovesse scegliere tra loro e la passione per la musica. Cole quando si trova dietro la consolle prova un senso di libertà e purezza che lo fa sentire una unica cosa con tutto ciò che lo circonda. Fare il dj, sembrerebbe insegnare il film, è più difficile più di quanto voi possiate immaginare. Per crescere Cole dovrà scegliere e sceglierà la musica, perché la musica salva. Eleva, verrebbe da aggiungere.

Riuscito anche il lavoro della costumista Wittenborn. Dai club agli after party agli studi d’artista ai concerti all’aperto, il suo è stato un lavoro ben fatto. A cominciare dal personaggio di Sophie (Emily Ratajkowski) i cui abiti riflettono i tanti modi diversi in cui cerca di adattarsi: da assistente a fidanzata di un uomo più grande, da cameriera a studentessa. Il suo è un tentativo di inserirsi in luoghi a cui è sicura di non appartenere e gli abiti raccontano i suoi altalenanti stati d’animo.

La sensazione è stata quella di trovarsi nel bel mezzo di un festival di musica con 20.000 persone intorno, con il cuore in gola e i pugni che oscillano all’unisono insieme a quelli di questi grandi personaggi. La musica unisce le persone, sembrerebbe essere questo l’insegnamento del film. Su tutto resta, al di là del fisico scolpito di Zac Efron esibito più volte durante il film, la frase “Questa è la parte migliore di ogni cosa. Il momento dell’inizio”. Su questa frase si regge, a nostro parere, tutto il film.