Si è svolta a Roma – e dove altrimenti – la presentazione ufficiale di The Young Pope, la prima serie tv ideata, scritta e diretta da Paolo Sorrentino, la cui messa in onda è fissata per il 21 ottobre su Sky Atlantic.

Insieme al regista premio Oscar per La grande bellezza c’erano tutti i protagonisti dei dieci episodi di cui si compone la storia del giovane papa americano Lenny Belardo: Jude Law, il protagonista, Silvio Orlando, Cecile De France e Ludivine Segnier.

In un’epoca di apertura – più o meno dichiarata e più meno effettiva – della Chiesa Cattolica guidata da Papa Francesco quello di Sorrentino appare un pontefice al tempo stesso pienamente al passo coi tempi e invece estremamente conservatore e tradizionalista.

Le prime parole pronunciate davanti ai fedeli di piazza San Pietro sono infatti taglienti e scevre da ogni compromesso: “’Vi siete dimenticati di Dio, non vi sarò mai vicino, non ho nulla da dire a chi nutre dubbi, siete voi che dovete provare che Dio non esiste. Dio esiste. Non vi indicherò nessuna strada: cercatela‘”.

Ma il regista, che ha smentito di stare lavorando sul chiacchieratissimo film incentrato su Silvio Berlusconi, ha chiesto di sospendere il giudizio sino al finale, prima di pronunciare un verdetto sulle sue intenzioni: “The Young Pope non è una serie provocatoria, lo dico perché io so come va a finire: bisogna vedere tutte e dieci le puntate”.

La serie, realizzata con l’80% di investimenti stranieri e già venduta in 110 Paesi, sembra però essere del tutto in linea con la sua poetica e le tematiche già espresse nei suoi film, e d’altro canto il personaggio di Pio XIII pare essere fratello di Jep Gambardella e gli altri. The Young Pope, stando alle parole di Sorrentino, è infatti una serie “che fotografa una o più solitudini che abitano un territorio compresso e limitato, che di per sé è già il manifesto dell’isolamento e della solitudine”.

Pontefice controverso, Belardo sin da subito nomina come sua assistente Suor Mary (Diane Keaton), la donna che lo ha allevato in collegio. Il suo carattere sincero e spregiudicato, vendicativo e solitario, gli metterà contro tutto l’ambiente ecclesiastico del Vaticano che in un modo o nell’altro cercherà di dominarlo.

Jude Law si è detto entusiasta della prova affidatagli da Sorrentino: “Questo ruolo mi ha dato l’opportunità di interpretare un personaggio pieno di contraddizioni. E se in un primo tempo l’idea di portare sul grande schermo un Papa mi ha messo un pò di panico, Paolo mi ha fatto capire che andava pensato semplicemente come un uomo cui è capitato di essere Papa. Così ho finito per interpretarlo”.

Costato 40 milioni di euro, il serial deve ancora debuttare ma Sorrentino ha già rivelato di essere al lavoro su una seconda stagione. Al momento il suo impegno è limitato alla scrittura del soggetto, ma non è detto che il cineasta non possa tornare a sceneggiare o dirigere i nuovi episodi.