Rockstar depresse, contabili della malavita, usurai, ex calciatori, scrittori e conduttori d’orchestra: alla galleria dei personaggi di Paolo Sorrentino mancava (inspiegabilmente?) un papa, ma la serie tv The Young Pope rimedierà a questa imperdonabile assenza.

Scherzi a parte, il regista attualmente in concorso al Festival di Cannes con Youth – La giovinezza inizierà quest’estate le riprese del serial che avrà come protagonista Jude Law proprio nei panni di un Santo Padre immaginario, Pio XIII (nella realtà ci si è fermati a Pio XII).

The Young Pope metterà dunque in scena non solo la vita e le difficoltà di un papa più giovane del solito, ma anche il primo vicario di Cristo in terra a venire dagli Stati Uniti d’America. Il vero nome del pontefice, infatti, è Lenny Belardo, un nome pienamente iscritto nella tradizione onomastica sorrentiniana.

Gli otto episodi della serie tv saranno girati in Italia, ma anche negli USA, in Africa e a Porto Rico: si tratta infatti di una co-produzione internazionale che vede una partnership tra tre grandi società produttrici come Sky, HBO e Canal+, che come ovvio manderanno in onda il prodotto finito sulle rispettive reti.

Non si tratta sicuramente di un plagio, ma ai cinefili più attenti farà un po’ sorridere come uno dei rivali a Cannes di Sorrentino, Nanni Moretti, aveva già dedicato il suo precedente film Habemus papam alla figura di un pontefice poco convinto dell’incarico ricevuto grazie all’intervento dello Spirito Santo. Probabilmente quella del Papa è una figura che incuriosisce molto i nostri cineasti, così come i produttori nostrani ed esteri.

Alla sceneggiatura della miniserie in otto episodi, la cui trasmissione è prevista per la primavera del 2016, stanno lavorando lo stesso Sorrentino, Tony Grisoni, Umberto Contarello e Stefano Rulli. Dal comunicato stampa diffuso da Sky si intuisce che quello che verrà interpretato da Jude Law, già due volte Sherlock Holmes, sarà un personaggio “complesso e contraddittorio, conservatore nelle sue scelte da rasentare l’oscurantismo ma allo stesso tempo straordinariamente pieno di attenzione e compassione per i più deboli.”