La storia della scomparsa di Ylenia Carrisi, primogenita di Al Bano e Romina Power, è conosciuta da tutti ma ora sembra esserci una svolta in quel giallo che ha logorato i genitori che dopo più di 20 anni non conoscono la verità.

Secondo quanto riporta “Il Giorno” in questo periodo si starebbe seguendo una nuova pista americana e le indagini avrebbero portato anche alla richiesta di prelievo di un campione di Dna ai familiari della ragazza.

Secondo questa nuova pista la ragazza infatti sarebbe stata uccisa da un camionista al quale aveva chiesto un passaggio per il suo viaggio on the road. La rivelazione sarebbe stata fatta dal presunto omicida, Keith Hunter Jesperson, interrogato dallo sceriffo della contea di Palm Beach che ha seguito il caso Carrisi.

La confessione del camionista rivela che è stato lui ad aver ucciso una ragazza conosciuta in una stazione di servizio di Tampa in Florida mentre stava facendo un viaggio on the road e cercava un passaggio per la California o il Nevada. La ragazza aveva detto di chiamarsi Suzanne. 

La pista è ritenuta attendibile anche dell’Interpol che ha richiesto ai Carabinieri di Cellino San Marco di prelevare un campione di DNA dai genitori per provare a fare la comparazione con le ossa di una donna rinvenuta nel 1994, nove mesi dopo la scomparsa di Ylenia, in Florida a Holt che potrebbero essere quelli della ragazza uccisa dal camionista.

Alcuni elementi avvalorano questa pista investigativa infatti in quel periodo, secondo gli investigatori americani, Ylenia frequentava un artista di strada di New Orleans che in un primo momento fu anche indagato per omicidio ma soprattutto Suzanne era il nome con cui spesso si faceva chiamare la figlia di Al Bano e Romina.

Lo sceriffo di Palm Beach non ha mai smesso di cercare un nome da abbinare alle ossa di donna ritrovate nel 1994 e grazie all’aiuto di tecnici sarebbe riuscito a ricostruire il volto della giovane che è stato riconosciuto dal camionista ma soprattutto che somiglia in maniera incredibile a quello di Ylenia tanto da convincere l’Interpol a comparare i Dna.

Continuano ad esserci molti  lati oscuri di questa vicenda triste per il clan Carrisi infatti il tribunale di Brindisi ha dichiarato la morte presunta di Ylenia Carrisi già un anno fa ma soprattutto ci si chiede perché queste ossa trovate nel 1994 in Florida non siano mai state associate alla scomparsa della ragazza anche anni dopo visto che la confessione del camionista è del 1996.

La speranza è che questa comparazione di DNA possa restituire la verità sulla scomparsa e morte della figlia ad Al Bano e Romina Power, proprio a L’Arena di Massimo Giletti il cantante ha commentato:“Una ferita che nessuno potrà ricucire. È sempre ieri quando si parla di Ylenia. Io non riesco più di tanto… Sono quelle ferite che niente e nessuno potrà ricucire”.