Se nel primo capitolo in nerboruto Vin Diesel dava vita a un anti James Bond per nuove, spericolate e sempre più gradasse generazioni di spettatori, mentre Ice-Cube metteva del suo nel secondo capitolo, il filo conduttore della trilogia resta tenuto sempre dall’oramai demiurgo di tanto cinema action degli ultimi anni: l’inossidabile Samuel L. Jackson. È proprio il suo fantomatico personaggio, l’agente della Cia Augustus Gibbons, a scovare il redivivo Diesel/Cage. Sembra che il mondo sia di nuovo in pericolo. La scusa buona per fare un bel po’ di baldoria con sport estremi applicati a effetti visivi, arti marziali, piogge di proiettili, dialoghi al testosterone e machismi vari.

Se nel vostro elenco di spettacolari assurdità viste sul grande schermo mancano surfate in moto da cross acquatiche, sciate su terra e sassi tra le fitte boscaglie dominicane e risse e sparatorie in aerei fuori controllo con effetto capsula astronautica allora potete salire a bordo, xXx – Il ritorno di Xander Cage fa per voi. Quello girato da D.J. Caruso è un action iperbolico come tanti, ma non annoia e strappa più di un sorriso. Uno quei film luna-park dove il dubbio che permane è sempre quello che le lavorazioni tra maestri d’armi, stuntman, esplosioni, inseguimenti, trucchi e set da radere al suolo siano stati di gran lunga più divertenti della visione del film stesso. Tra botte da orbi, belle donne più e meno guerrafondaie, combattimenti e armi d’ogni schiatta, qualora foste appena usciti dall’influenza, i vostri colpi di tosse si perderebbero tra le copiose esplosioni senza disturbare i vostri vicini di posto.

A parte questo, ci si trova davanti a un’operazione commerciale di rara astuzia. Il Diesel producer ha aiutato per l’occasione i compartimenti di sceneggiatura e regia a popolare il film di tanti nuovi personaggi. Eterogenei e fortemente caratterizzati, sono interpretati da star del cinema asiatico, come il qui cattivissimo Donnie Yen, visto come jedi cieco nel recente Rogue-One, e attrici europee e australiane, come Toni Collette. Ma trovano posto anche campioni d’arti marziali da Shangai e Thailandia, modelle e reginette di bellezza da Sudamerica e India, rapper ed ex-giocatori di football a stelle e strisce. Nonché il cameo di un certo Neymar, proprio lui, dal Brasile. Strategici angoli del mondo per accaparrarsi un pubblico globale. Ci riusciranno? La nuova squadra degli agenti xXx capitanata da Diesel ricorda un po’ I Mercenari di Stallone, spostando probabilmente in basso il target anagrafico del pubblico. Ad ogni modo la sfida è aperta per modo di dire, visto che entrambi i franchise appartengono alla grande famiglia Universal Pictures.