Finisce ancora una volta in tribunale Morgan per chiudere una storia d’amore, Jessica Mazzoli lo porta davanti al giudice per l’affidamento della figlia.

Sembra quasi che Morgan abbia una predisposizione naturale a far terminare le sue grandi storie d’amore fra le carte bollate. Dopo Asia Argento che gli ha fatto guerra per togliergli la patria potestà della figlia Anna Lou, tocca adesso a Jessica Mazzoli, madre della piccola Lara, nata a dicembre, portare Morgan in tribunale.

La vita professionale dell’eclettico cantante prosegue più o meno a gonfie vele, a breve tornerà ad essere giudice ad X Factor 7, anche se, a suo dire, non aveva voglia di partecipare. Al contrario, quella privata, è in vero e proprio disastro. Con Asia Argento i rapporti si sono distesi, sono nuovamente uniti dalla musica, e sta collaborando da qualche mese per questioni professionali.

Jessica Mazzoli (foto by InfoPhoto), invece, è sul piede di guerra, i rapporti sono pessimi con Morgan, qualche mese fa aveva raccontato a Verissimo tutta la sua verità. L’ex concorrente di X Factor è passata dalle parole ai fatti ed ai giudici ha chiesto l’affidamento esclusivo ed urgente della bambina:

Si disinteressa non soltanto di me, ma anche della bimba al punto tale da non essersi fatto vivo da alcuni mesi.

I legali di Jessica Mazzoli hanno spiegato:

Il nostro interesse è quello di tutelare la madre e la bimba e metterla al riparo da una ‘vita disordinata’, per usare un eufemismo, qual è quella del genitore. Il quale, ieri, nonostante l’impegno di andare a visitare la sua bimba, si è invece affrettato a salire su un aereo diretto a Parigi.

Conosciamo ormai Morgan e le sue reazioni sono ormai quasi scontate, anche questa volta ha fatto in modo che anche il giudice si dissociasse dalla sua battuta infelice:

Non vengo ad Olbia per non essere assediato dai mamuthones …

Se è sempre tornato a galla, adesso Morgan dovrà fare i conti con la sua coscienza e resposabilità di padre. Nonostante tutto, con il suo fare sempre arrogante, è uscito dall’aula affermando che non era accaduto nulla.