Gli occhi grandi e attenti, un sorriso dolce e lo sguardo concentrato. Non si perde una parola Mika, ascolta per filo per segno le domande dei giornalisti, risponde con semplicità e lascia un po’ esterrefatti per la sua affabilità: lui che ha girato il mondo, venduto milioni di dischi, raggiunto le vette delle classifiche musicali mondiali, si emoziona ancora quando gli si chiede un autografo, quando parla del suo Libano, quando non gli viene un vocabolo in italiano.

Anche quest’anno Mika è uno dei quattro membri della giuria di questa nuova edizione italiana di X Factor: più consapevole dei meccanismi di questo talent, afferma di aver capito come aiutare i suoi ragazzi (quest’anno coordina gli Over 25) a crescere nel mercato italiano, evitando, in primis, determinati generi (ha ammesso candidamente che il country, che lui adora, non lo proporrà più a nessun italiano!). Il rapporto con i giudici? Sempre costruttivo, talvolta polemico, si intuisce che ha spesso discusso insieme ai suoi colleghi sui concetti di successo e carriera musicale, ma non vuole anticipare nulla perché sa già che nelle prime puntate di X Factor ne vedremo delle belle.

Ma non si ferma solo a parlare di musica: i giornalisti ci provano, gli chiedono il suo rapporto con il Bel Paese, quello che ama, quello che odia ed è così che viene fuori l’argomento “politica”. Inevitabile la domanda su cosa pensa di Berlusconi: “Cosa devo pensare di Berlusconi, parliamo di Renzi, lui mi piace, mi incuriosisce, è un uomo che ha delle potenzialità non solo in Italia, ma secondo me anche in Europa”.

Non ha peli sulla lingua Mika, dice le cose così come stanno e tra una battuta e l’altra, ammette anche di essere fidanzato, innamorato a volte sì a volte no, perché l’amore è relativo, ma di certo sentimentalmente impegnato.