Le audizioni per la settima edizione del talent show proseguono velocemente, Morgan parla del nuovo giudice e di quanto si aspetta dai talentuosi.

Non manca ormai tanto all’inizio della settima edizione del talent show targato Sky Uno, le audizioni proseguono a ritmo serrato ed i quattro giudici rilasciano dichiarazioni su quanto potrebbe accadere. Per X Factor 7 ci sono grandi aspettative, dopo le interviste rilasciate da Simona Ventura ed Elio, arrivano anche quelle di Morgan, il veterano del talent.

Ed ecco cosa dice Morgan (foto by InfoPhoto) al sito ufficiale:

Ogni edizione di X Factor che ho fatto sono sempre stato l’assoluto. Due anni fa sono stato l’assoluto perdente, quest’anno rientro da assoluto vincitore.

Il compito del giudice, spiega Morgan, è quello esprimere opinioni su quel che ha sentito, formare gli aspiranti fino a creare una pop star:

Io quest’anno ho evoluto il concetto della voce della musica con una deformazione a partire dalla parola ‘voce’ perché quello che non ha la parola ‘voce’ è l’autoreferenzialità della vocazione interna alla parola stessa ‘voce’. La ‘voce voce’ non suona, non è vocata, non è evocata. E allora bisogna chiamare qualcosa di più grande della parola ‘voce’ per far sì che la parola evochi. Di qui la voce luce della musica perché la voce che vive è la luce. Quest’anno il mio sì scatterà quando vedrò la luce. Accendiamo l’incoscienza sul palco, cerchiamo di perderci completamente nella performance … si chiama psicodramma.

Anche Mika non si era tirato indietro alla sua bella intervista ed a proposito della new entry, Alessandro Cattelan aveva svelato che il cantante libanese era il più temuto dagli altri giudici. Come i suoi colleghi, Elio e Simona Ventura, anche Morgan (al centro del gossip per essere stato trascinato in tribunale da Jessica Mazzoli), si mostra piuttosto sereno:

Non lo temo miKa… anzi lo amo, mi piace molto sia come artista sia come persona. E’ un ottimo acquisto nella squadra. Credo che sia molto stimolante innanzitutto perché viene da un’esperienza artistica di un mondo completamente diverso dal nostro e, quindi, c’è solo da imparare. Lo vedo come uno scambio culturale che facevo ai tempi del liceo.