È prevista per il 21 settembre l’uscita al cinema di Woody, documentario di Robert B. Weide dedicato alla carriera del grande Woody Allen.

La pellicola, distribuita da Bim, è stata presentata a Cannes. Al suo interno vi sono tutte le sfumature dell’Allen-Pensiero, per la serie “Tutto quello che avreste voluto sapere ma non avete mai osato chiedere!”.

Weide si intrufola nella vita del celebre attore/regista partendo dall’infanzia e dai primi ingaggi professionali in tenera età. Era il periodo in cui scriveva barzellette per quotidiani e per comici.

Si procede mettendo a fuoco ogni tappa di Allen. Finiscono nell’occhio meccanico i suoi trascorsi di autore televisivo per Sid Caesar, degli anni ’50-60. Nello stesso periodo Allen fa il cabarettista, il comico e l’ospite fisso di talk show, prima di approdare definitivamente al cinema. Inizia la sua carriera di sceneggiatore/regista. 40 anni di film, almeno uno all’anno.

Weide ne approfitta per documentare tutto, partendo dai primi grandi successi:

Prendi i soldi e scappa”, “Il dittatore dello stato libero di Bananas”, “Il dormiglione”, e “Amore e guerra”; si arriva ai famosissimi Io e Annie, Manhattan, Zelig, Broadway Danny Rose, passando per La rosa purpurea del Cairo, Crimini e misfatti, Mariti e mogli, Pallottole su Broadway e La dea dell’amore;

Ma Woody Allen è tanto altro, e Weide lo sa. Il documentario di prossima uscita verte infatti anche sulla sua recente fase giramondo che lo ha portato a realizzare film in diverse capitali del pianeta: Match Point, Vicky Cristina Barcelona , Midnight in Paris e To Rome with Love, girato in Italia e uscito pochi mesi fa.