In molte occasioni pubbliche il principe William si è chinato per parlare con il piccolo figlio George guardandolo negli occhi: è la precisa tecnica psicologica dell’ascolto attivo. Il futuro Re d’Inghilterra pare abbia deciso d seguire il consiglio di un team di psicologi per l’educazione dei figli che hanno consigliato l’uso dell’approccio all’ascolto attivo. In molte occasioni ufficiali ed eventi mondani William e Kate si sono abbassati per guardare negli occhi i bambini mentre parlavano da qui l’ipotesi che stiano seguendo l’innovativo metodo educativo per la crescita dei piccoli della royal family. Gli psicologi spiegano: ”I bambini non comprendono il mondo degli adulti, di cui il principale mezzo di comunicazione è il discorso. Fino ai 12 anni ci si ritrova in un mondo sensoriale e percettivo diverso dal nostro”.

Ascolto attivo nell’educazione dei figli: ecco come fare

Isabel Fuster ha indicato, infine, come applicare l’ascolto attivo con i propri figli:

“Dietro al cattivo comportamento di un bambino si nasconde un’emozione. Un figlio ha bisogno che il padre possa identificare tale emozione. Se un bambino sta rompendo delle cose o insulta, ha sicuramente qualcosa e sta cercando una soluzione attraverso le sue azioni. Se lo sgridiamo o lo mettiamo in castigo prima di comprendere cosa abbia davvero, probabilmente farà ciò che gli chiederemo di fare ma imparerà anche ad avere paura, anziché impegnarsi a scoprire cosa gli sta succedendo e come trovare una soluzione. Un bambino di 4 o 5 anni tenderà a ripetere i suoi comportamenti”.

Quindi ha concluso: “L’amore non è sinonimo di debolezza, né stabilire dei limiti è sinonimo di durezza. […] Spesso i genitori, piuttosto che educare, cercano di ottenere un’obbedienza immediata, basata sulla convenienza: ‘Non fare rumore, mi disturbi’, ‘Non muoverti, mi innervosisci’. […] I limiti sono necessari, il punto è come li poniamo, devono essere un aiuto, non un’imposizione”.