Si festeggiano in questi giorni i 60 anni di uno dei più grandi attori della storia del cinema, Willem Dafoe, per quanto il suo compleanno cada il 22 luglio. Interprete spesso ricordato (a torto o ragione) per i suoi ruoli mefistofelici, ambigui, eroticamente caricati e inevitabilmente sempre carismatici, Dafoe ha avuto una carriera che lo ha portato a collaborare con alcuni tra i più celebri registi dell’epoca moderna, tra successi e flop clamorosi.

Trascorsa un’infanzia mediamente agiata, al college Dafoe iniziò a usare il nomignolo Willem – nonostante si chiami William – e a farsi notare per il suo comportamento scapestrato: i biografi infatti parlano di una sua espulsione da scuola per aver girato un film pornografico. Dopo aver frequentato una scuola di recitazione, poi abbandonata per seguire una compagnia teatrale d’avanguardia, William Dafoe debuttò al cinema nel 1981 in I cancelli del cielo di Michael Cimino, ma la sua parte venne tagliata al montaggio.

In seguito a qualche ruolo minore William Friedkin lo volle per interpretare l’ambiguo ed eccentrico falsario del capolavoro Vivere e morire a Los Angeles, ma probabilmente è la sua partecipazione a Platoon di Oliver Stone ad averlo reso noto al grande pubblico. Con Stone avrebbe poi recitato in Nato il 4 luglio, non prima di essere stato chiamato a vestire i panni di Gesù nello “scandaloso” L’ultima tentazione di Cristo firmato da Martin Scorsese.

Da segnalare agli inizi degli anni ’90 anche un altro ruolo da villain eccentrico, il Bobby Peru di Cuori selvaggi di David Lynch. Ma sarebbero tante le pellicole da ricordare e rivedere, compresi persino i suoi flop clamorosi, sempre affrontati con una certa nonchalance, come per esempio l’erotico Body of Evidence, in cui affianca Madonna, e il poco memorabile Speed 2.

Ma a Dafoe piacciono evidentemente i ruoli controversi, e non a caso la sua collaborazione con l’outsider Abel Ferrara è quasi ventennale: del 1998 è il surreale New Rose Hotel e solo dell’anno scorso è l’interlocutorio Pasolini, in cui il nostro festeggiato interpreta proprio il celebre intellettuale; nel mezzo due corpi estranei come Go Go Tales e 4:44 L’ultimo giorno sulla Terra.

Non di secondo piano è un’altra partnership ad alto tasso incendiario, quella con Lars von Trier, per il quale è stato il protagonista di Antichrist e uno dei personaggi di Nymphomaniac. Ma ci sono anche ruoli più rassicuranti – per quanto sempre da cattivo – da ricordare nella carriera di Dafoe: fumettistico quello del Goblin nello Spider-Man di Sam Raimi, più ironico il killer Jopling di The Grand Budapest Hotel.

A Hollywood o in Europa, in ogni caso nella vita di Dafoe c’è anche un po’ di Italia, dato che nel 2005 ha sposato la regista Giada Colagrande. Una piccola nota di colore per un attore che non ha mai amato particolarmente far parlare di sé per quanto concerne le proprie vicende private.