Il cinema nasce come intrattenimento. Che poi sia diventato anche molto di più è  vero, ma ci sono film che mantengono fede alla sua missione iniziale. Warcraft – L’inizio  è uno di questi. Si accompagna bene a popcorn e bibita fresca e rende ancora di più se lo si guarda inforcando occhialetti 3D.

D’altronde, il primo capitolo della saga nasce dalla trasposizione del famosissimo videogioco omonimo della Blizzard Entertainment, e quindi non può che puntare al puro divertimento. Ma non ci si inganni: non mancano una ricerca sui personaggi né prove attoriali di livello. È proprio la costruzione dei personaggi, l’introduzione di eroi e anti eroi in cui riconoscersi, ad agganciare l’attenzione del pubblico. Oltre alle articolate scene di battaglia e alle viste mozzafiato, infatti, ci sono storie di uomini e donne che trasformano i presupposti del gioco in una storia sul sacrificio e sul coraggio, pur senza snaturarne i caratteri originari.

Il film può essere seguito a diversi livelli, quindi. Piacerà agli appassionati del gioco Warcraft, agli amanti del fantasy ma anche a chi ama storie ben costruite e con personaggi credibili. Un lavoro enorme sta dietro un film del genere, con 90 set ricostruiti, l’ausilio di un motion capture di altissimo livello per rendere reali gli orchi e le altre creature di questo mondo fantastico, e maestranze che hanno rifinito ogni minimo dettaglio, arrivando a sporcare di terra la frutta del mercato, per farla somigliare di più a quella dell’epoca raccontata.

Ciò che ha dato una spinta ulteriore alla realizzazione di Warcraft – L’inizio è che in molti dei partecipanti si nascondeva un appassionato al videogioco, dal regista Duncan Jones, al produttore Stuart Fenegan, dalla moglie dell’attore Daniel Wu, che lo ha spinto a interpretare il personaggio del malvagio orco Gul’dan, al supervisore degli effetti visivi, il premio Oscar Bill Westenhofer. Ma non bisogna per forza conoscere il gioco per capire la potenza di un film del genere: la storia è raccontata in modo che anche chi non ne sa nulla possa familiarizzare con un universo così ben costruito.

Uno dei punti di forza del film è la mancanza di una divisione netta tra buoni e cattivi, così come nel gioco: ognuno può decidere da che parte schierarsi e, in ogni caso, troverà un personaggio a cui fare riferimento. Anello di congiunzione tra i due mondi è il personaggio di Garona, interpretato da Paula Patton, simbolo di una femminilità che nel film gioca un ruolo fondamentale, per la forza e la tenacia con cui è rappresentata. Non sono da meno l’orchessa Draka (Anna Galvin) e la regina Lady Taria (Ruth Negga). Si ritrova, inoltre, il volto di Travis Fimmel, già noto per aver interpretato la serie Vikings. Del personaggio da lui interpretato, Anduin Lothar, Fimmel ha apprezzato il fatto che fosse imperfetto, pur essendo un eroe, e ha affermato: «Ha un profondo senso del dovere ed aspira ad essere un buon soldato, ma nel farlo trascura la sua famiglia, provando rammarico per la sua assenza nei confronti del figlio».

Costruito per diventare una saga dalla lunga vita, Warcraft – L’inizio lascia in sospeso molto cose, rendendo così l’attesa del secondo capitolo ancora più stuzzicante. Di materiale da eviscerare e raccontare, d’altronde, c’è n’è moltissimo, vista la complessità dell’universo creato dalla Blizzard, fin dal 1994, con il primo Warcraft: Orcs and Humans, e poi con il secondo e il terzo videogioco – Warcraft II: Tides of Darkness e Warcraft III: Reign of Chaos – e il quarto, nato nel 2004, quel World of Warcraft che ha segnato la svolta e ha reso il gioco un vero fenomeno di massa.