L’edizione 2016 di The Voice of Italy va in archivio con tante prime volte. La prima volta dei quattro nuovi giudici, la prima volta di un ragazzo di colore in finale ad un talent show italiano, la prima volta che Raffaella Carrà dice basta.

Ha vinto Alice Paba, forse la più talentuosa delle quattro giunte in finale. Di sicuro la più simile al suo coach, quella Dolcenera dalla quale ha preso l’estensione vocale e anche un po’ una sfacciataggine nascosta. Ha vinto Alice, dicevamo: ha vinto la canzone urlata, sbraitata, ma anche la voce forte, di chi sa conquistare con note alte, altissime.

Ma ha vinto anche Charles Kablan; lui, proveniente dalla Costa d’Avorio. La vera sorpresa di questa edizione di The Voice of Italy perché la vera cosa nuova: di colore, voce tenue ma allo stesso tempo penetrante; quasi da donna in alcuni contesti, sicuramente morbida. E’ arrivato a 0,19% dalla vittoria finale, con un recupero incredibile. Peccato, sarebbe stata una bella storia da raccontare: quella del ragazzo di colore che sconfigge pregiudizi, razzismo e frasi fatte e fa suo un talent show italiano. Peccato, ma lui comunque ha vinto: perché ha conquistato il pubblico e ha alzato bandiera bianca di fronte alla beniamina di casa TVOI.

Ma ha vinto anche Raffaella Carrà: nostra signora della televisione italiana ha annunciato, a metà puntata, che lascia il talent show. Giusto così, perché una persona è grande anche quando sa che bisogna smettere: “L’ho fatto tre volte, è arrivato il momento di dire basta”, ha chiosato. La sua Tanya Borgese è arrivata quarta, nonostante un grande talento. Ma, chissà, forse anche lei, la Raffaella nazionale, una volta non venne premiata nel giusto modo e alla fine divenne quel che conosciamo.

Si chiude l’edizione 2016 di The Voice of Italy: l’ultima puntata, ospiti di Hyundai e Huawei, i due top sponsor della manifestazione, l’abbiamo potuta vivere da dentro gli studi Rai di via Mecenate a Milano. Ritmo martellante, organizzazione al top, un bravo presentatore e quattro giudici che sanno conquistare il pubblico: la ricetta è quella giusta, all’anno prossimo. Con una Raffaella Carrà in meno.