Amnesia Milano è uno dei club più prestigiosi d’Europa, grazie alla serata del sabato che attira ogni settimana migliaia di clubbers da tutto il Nord Italia. Ma Amnesia Milano è anche la location dove quest’anno prende vita il venerdì sera più stravagante della città, il Vogue Ambition.

Ed è proprio al Vogue Ambition che questa sera 10 gennaio 2014 si esibirà, per il suo ultimo show italiano, il cantante emergente Lucas, all’anagrafe Luca Vismara, che ha conquistato il Web con “In My Arms”, emotional dance dal sound malinconico arricchito da influenze pop – dance scandinave dal beat martellante delle quali si dice accanito ascoltatore.

Abbiamo chiesto a Lucas di raccontarci qualcosa su questa sua ultima serata milanese, sui suoi progetti futuri e sul suo legame con il Vogue Ambition.

Partiamo dalle considerazioni su quello che avverrà questa sera, sulla tua ultima esibizione al Vogue Ambition.
Questa sera sarà l’esibizione più importante perché l’ultima qui in Italia e nel luogo che per primo mi ha permesso di esibirmi credendo nel potenziale di “In My Arms”
Ora parto per portare la mia canzone nelle discoteche del Nord Europa dove nascono tutte le hit più importanti.

Qualche riflessione sulla tua nuova avventura in Svezia, visto che partirai domenica, tra due giorni.
Spero di poter conoscere in Svezia molte persone nuove con le quali poter lavorare insieme in vista di un mio futuro album, dato che proprio in queste settimane ho scritto interamente molte canzoni. Vorrei realizzare un album di contrasti, tra dance e ballad malinconiche, senza lasciare quel filone “emotional” che mi sta portando fortuna con “In My Arms”. Ci sono anche dei pezzi molto cupi, molto dark, ma con un sound totalmente da dancefloor.

Un’opinione sul Vogue Ambition.
Penso che il Vogue Ambition abbia tutte le potenzialità per essere, oltre che una discoteca, una palestra per giovani artisti, perché ha il coraggio di rischiare.
Il Vogue Ambition non è la classica discoteca in stile italiano. Avendo viaggiato molto, soprattutto negli Stati Uniti, mi ricorda proprio quei locali newyorchesi dove la musica dance si mischia con le brevi esibizioni dello staff sul palco: da coreografie di danza, alla ricerca di nuovi talenti, come è successo con me. Lo staff cerca di intrattenere il suo pubblico facendolo sentire subito parte della “famiglia Vogue”, senza sentore di distacco e senza mai “tirarsela” ma anzi cercando di coinvolgere il più possibile. Riuscendoci.