Il critico d’arte Vittorio Sgarbi ha avuto ancora a che fare con guai giudiziari e questa volta ha rimediato una condanna di cinque mesi di carcere per l’accusa di resistenza a pubblico ufficiale. Il fatto si era svolto all’epoca in cui a Milano sera in pieno svolgimento Expo 2015: Vittorio Sgarbi avrebbe rivolto una serie di insulti nei confronti di alcuni carabinieri addetti ai controlli proprio all’interno dell’Esposizione Universale che si è tenuta a Rho Fiera (fra gli insulti pare anche un “fascista”). Giudicato con rito abbreviato, il critico è stato infine condannato.

Oltre ad aver inflitto la condanna a Vittorio Sgarbi, il giudice del Tribunale di Milano Marco Tremolada ha punito con quattro mesi di carcere anche Nicola Mascellani, autista dell’auto su cui viaggiava il critico d’arte. Comunque condanne assai meno importanti di quelle che inizialmente aveva richiesto il pubblico ministero Elio Ramondini, che aveva ipotizzato un anno e mezzo di reclusione per Sgarbi e un anno per l’autista. C’è da dire, però, che Vittorio Sgarbi avrebbe già versato diecimila euro ai quattro carabinieri cui sarebbero stati rivolti gli insulti, ottenendo in questo modo l’estinzione del reato di oltraggio.

Il diverbio ad Expo 2015 sarebbe nato perché quel giorno Sgarbi si era presentato ad uno degli ingressi del polo espositivo privo di accredito e l’autista avrebbe anche fatto manovra contromano. Il critico d’arte quel giorno avrebbe dovuto recarsi presso lo Spazio Eataly, in cui per tutto il tempo di expo 2015 è stata esposta una mostra da lui allestita. Gli insulti di Sgarbi sarebbero partiti mentre le forze dell’ordine sarebbero state intente ad eseguire i controlli di sicurezza. Secondo quando sarebbe stato riportato, ad un certo punto Sgarbi avrebbe anche chiesto all’autista di forzare il posto di blocco e uno dei carabinieri avrebbe dovuto spostarsi per non essere investito dal mezzo.