Tra le sorprese che ci ha riservato quest’anno il Festival Internazionale del Cinema di Roma, è da tenere sicuramente sott’occhio la docu-fiction, diretta dal regista Stefano Veneruso, che racconta gli episodi più salienti della vita di Franco Califano.

Il Califfo, come è per tutti noto il cantautore romano, ha dichiarato che “noi di settembre”, il titolo del documentario che lo vede protagonista, costituisce attualmente nella sua vita – già costellata da avvenimenti poco trascurabili come il carcere, ma vissuta sempre pienamente -  un punto di arrivo che apre ad una fase di rinascita.

Il documentario, dal quale scaturisce un ritratto molto complesso dell’autore musicale, in passato coinvolto in fatti di cronaca che lo videro legato a scandali anche politici, titola “noi di settembre” in accezione squisitamente autobiografica.

E’ infatti attraverso le parole dello stesso Califano, durante la video-biografia, che ci viene svelato il senso del titolo.

Colui che potremmo definire “un personaggio pubblico a tutto tondo”, attribuisce al fatto di essere nato a settembre – e dunque concepito sotto le feste quando si gozzoviglia tra un bicchiere di vino e una manciata di frutta secca – la mancanza di ordinarietà che ha caratterizzato la sua vita, e la sua ragione di essere artista.