Aveva fatto molto discutere l’intervista di Bruno Vespa a Salvo Riina, il figlio del boss mafioso Totò Riina, e non è passata inosservata nemmeno all’Agcom. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni ha infatti deciso di redarguire ufficialmente la Rai per la puntata di Porta a Porta che aveva fatto indignare in molti.

La trasmissione condotta da Bruno Vespa ha ricevuto un “fermo richiamo” per la messa in onda dell’intervista al figlio del capo dei capi. Attraverso una lettera inviata al direttore generale della Rai Antonio Campo Dall’Orto, il presidente dell’Agcom ha spiegato le motivazioni dell’ammonimento nei confronti del programma.

Il presidente dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni Angelo Marcello Cardani spiega che nel programma di Bruno Vespa “l’intervista è stata in molte fasi unilaterale e condotta senza un contraddittorio”, e ha pregiudicato in questo modo la “completezza delle informazioni”.

La puntata di Porta a Porta andata in onda su Rai 1 lo scorso 6 aprile continua quindi a far discutere. Nella lettera dell’Agcom Cardani mette in evidenza che il programma di Vespa “ha avuto il pregio di offrire allo spettatore l’occasione di riflettere sul fenomeno della criminalità mafiosa anche da un punto di vista diverso rispetto a quelli usuali”, però “avrebbe dovuto curare con la dovuta attenzione alcuni aspetti cruciali quali ad esempio una più esauriente ricostruzione delle biografie del personaggio intervistato e delle altre persone citate e una più rigorosa contestualizzazione storica dei fatti”.

L’Agcom sottolinea che nella trasmissione di Bruno Vespa: “Al contrario la censurabile unilateralità di molte fasi dell’intervista, condotta senza un adeguato contraddittorio, e con le reticenze e le omissioni dell’intervistato lasciate senza sostanziali repliche idonee a fornire al telespettatore una rappresentazione veritiera e completa, hanno pregiudicato in particolare la completezza delle informazioni in ordine ai fatti di cronaca oggetto di narrazione e alle conseguenze che ne sono scaturite in ambito giudiziario, nonché posto oggettivamente in secondo piano quel valore irrinunciabile che è il rispetto della sensibilità degli spettatori e, primo fra tutti, del dolore dei parenti delle vittime di mafia”.