Vittorio Sgarbi è finito nei guai. Secondo “Il Fatto Quotidiano” il Tribunale di Ferrara lo ha condannato in primo grado per diffamazione aggravata nei confronti di Italo Tomassoni e  adesso il critico d’arte dovrà pagare ventimila euro di multa e versarne altrettanti come provvisionale.

La vicenda risale al 2012 quando Vittorio Sgarbi si trovò a lavorare insieme all’esperto d’arte Italo Tomassoni  per la catalogazione e la autenticazione delle opere dell’artista Gino De Dominicis. Secondo Sgarbi, Tomassoni era completamente inesperto in materia in quanto era risaputa da parte sua “la predisposizione dilettantesca e la pretesa di un’autorità nel riconoscere l’autenticità delle opere di De Dominicis”. In un comunicato stampa pubblicato sul quotidiano online Notix.it il 9 novembre 2012, il critico d’arte parlava addirittura di plagio, in quanto la presunta autorità di Tomassoni “non gli viene né da studi né da specifiche competenze, e che è esercitata attraverso il vero e proprio plagio (o circonvenzione di incapace) dell’unica incompetente ed inesperta erede di De Dominicis, che gli lascia evidentemente, carta bianca”. Sullo stesso comunicato Sgarbi commentava con parole dure anche il sequestro della procura di Perugia di diverse presunte opere di De Dominicis, certificate e catalogate da lui stesso:

“Lo Stato non può compiere errori di tale leggerezza, violando la proprietà privata e chiamando false opere autentiche sulla base del delirio di un esperto, non privo di interessi, fatti passare per ideali e per difesa del diritto d’autore”.

L’addetto stampa di Sgarbi, in verità, si è preso poi la responsabilità di queste parole, spiegando di aver trascritto solo degli sfoghi che il critico aveva fatto al telefono, ma il  il giudice Alessandra Testoni non ne ha voluto sapere ed è partita ugualmente la condanna.