Si è chiusa Sabato la 69esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia si è chiusa Sabato. Il verdetto è impietoso per l’Italia. Solo tre film sui 18 in concorso sono stati premiati.

Un risultato che lascia l’amaro in gola e che, nel contempo, premia film, attori e registi stranieri, capaci di aver portato in Laguna opere di livello straordinario.

Si aggiudica il Leone d’OroPietà”, film del regista coreano Kim Ki-duk, da subito capace di conquistare critica e pubblico, impressionati dalla ferocia e dalla cattiveria di uno strozzino che pur di riavere i suoi soldi non esita a fare violenza ai suoi creditori.

Pietà è però anche un film che parla di redenzione. Lo strozzino scopre che uno dei creditori ai quali va a chiedere i suoi soldi è in realtà sua madre.

Secondo posto e Leone d’Argento per la miglior regia vanno a “The Master” di Paul Thomas Anderson, che si aggiudica anche l’inevitabile Coppa Volpi in virtù dell’eccezionale interpretazione della coppia Philip Seumour e Joaquin Phoenix.

Per quanto concerne il Premio speciale della giuria menzioniamo Paradise: Faith di Ulrich Seidi, molto discusso per la scena di sesso col crocifisso.

Venezia lascia dunque un’eredità di film da vedere assolutamente al termine della sessantanovesima edizione.