Fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia è arrivata anche la denuncia politica di This is Congo, documentario firmato da Daniel McCabe ma drammatico come un film di guerra. Doloroso che sia tutto reale. A lavoro nel paese centrafricano dal 2011 come fotografo, l’autore ha vissuto in prima persona la complessità di un paese squassato da uno stato di guerra permanente che dura da vent’anni. Più di cinque milioni di morti per il conflitto più sanguinoso dopo la Seconda Guerra Mondiale. La sua macchina da presa testimonia gli scontri del controverso Esercito Nazionale della Repubblica Democratica del Congo contro le forze ribelli, chiamate M23. L’incredibile quantità di materie prime nel paese è stata ciò che ha sempre determinato l’economia del Congo nella storia. Prima i minerali per gli arabi, poi il caucciù per i francesi, ora i diamanti per i migliori offerenti globali. Adesso la repubblica è libera da dominazioni straniere, ma non da ricatti economici che ne ingigantiscono la corruzione con una guerra fratricida a tutto campo finanziata dai signori delle armi e non solo.

Si seguono Mama Romance, volenterosa commerciante di pietre preziose, un sarto sfollato tra un villaggio e l’altro con la sua macchina per cucire in spalla, il colonnello Mamadou dell’esercito, così giovane eppure pieno di cicatrici d’arma da fuoco. Il gusto fotografico di McCabe sostiene pienamente un’urgenza assoluta. È un po’ come se le grandi fotografie della Magnum o del National Geographic si muovessero prendendo vita, e purtroppo alcune volte anche la morte. Più che al documentario, lavori come questo dovrebbero appartenere al genere di film “per conoscere”. Infatti McCobe dischiude le porte dell’Africa meno conosciuta portando alla luce le situazioni di estrema contingenza dovute al conflitto. Immagini vivide, colori pieni di vita anche quando raccontano torture o trucidazioni, quei mosaici di facce e occhi che sanno essere le folle africane, la resilienza di alcuni e la resistenza di tutti vanno a comporre un quadro totale sul Congo di oggi. Oltre a film, vero e proprio compendio in video da manuale di storia contemporanea, si offre una carrellata utilissima sul recente passato della nazione passando dal presidente Patrice Lumumba al dittatore Mobutu, leader storici del secolo scorso dal quale si è radicalizzato il bellicoso presente.

Il racconto segue agilmente una storia controversa e le testimonianze dirette di congolesi di oggi che amano il loro paese e combattono con la vita ognuno a modo proprio. Spettacolare, impressionante, e scandaloso va aggiunto, che tutto questo non risuoni neanche come eco lontanissimo nella nostra vita sui media. Riesce magnificamente nel suo intento di denunicia e informazione, mantendo una sobrietà super partes tessuta da un lavoro certosino forse da grande reporter prima che da grande documentarista.