Da tempo ormai Vasco Rossi è in vena di bilanci esistenziali, ma l’intervista su Rolling Stone che anticipa il lancio del nuovo singolo Guai in radio da venerdì 15 maggio, pare ancora più tesa alla confessione del solito.

Al direttore Massimo Coppola il rocker di Zocca non nasconde, come non lo ha mai nascosto nei suoi testi e nelle sue dichiarazioni, di aver vissuto al massimo, anche a discapito della propria salute: “Non è tanto importante quanto vivi, ma come. Io spingevo molto sull’acceleratore. Non dormivo mai. Io ho vissuto il doppio di vita. Bruciavo la candela da tutte e due le parti. E allora, dopo la vita spericolata, mi son trovato lì a cercare di capire che cazzo fare. Ho passato due anni a non riuscire a scrivere canzoni.

Una crisi d’ispirazione che si è risolta magicamente in una notte, durante la quale Vasco si è per incanto sbloccato e come un fiume in pieno ha raccolto tutte le parole che gli erano rimaste dentro: “Poi, come un miracolo, in una notte ho scritto una decina di canzoni – Lunedì, Domenica lunatica… Mi son messo a giocare e scherzare e sono uscite le canzoni nuove. Ho dovuto ritrovare la voglia di scrivere per gioco. Io scrivo le canzoni per gioco, faccio i dischi per scherzo, poi salgo sul palco e faccio sul serio”.

Canzoni che sono utilizzate alla stregua di un taccuino per gli appunti, con un occhio di riguardo alla comunicazione con il pubblico, però: “Tutto quello che volevo dire l’ho detto nelle canzoni, è un diario. Ho raccontato tutto quello che vedevo, tutto quello che mi stava sul cazzo, volevo provocare reazioni”.

E nonostante il tono da anziano maestro di vita assunto in questi ultimi anni, Vasco Rossi afferma di non riuscire a diventare un guru, anzi di avere sempre più bisogno del confronto con gli altri: “Devo prendermi poco sul serio. Il fatto è che, rimanendo vivi, arriva la consapevolezza. A tonnellate. Quando comincia la musica poi tutto torna. È un viaggio, butto fuori tutto, anche le paure e le debolezze. Quando cominci a condividere le tue paure e scopri che c’è un altro che ha la stessa paura, allora stai meglio. Stai veramente male, quando pensi di averla solo tu”.

Nel frattempo è iniziato l’allenamento per il nuovo tour, l’ennesimo Live Kom, questa volta in versione 015: “Ero sicuro che sarei morto giovane. Poi mi son ritrovato vivo ed è stata durissima. E ora mi tocca correre. Io odio correre. È un sacrificio enorme. Ma lo faccio, perché poi sul palco devo spaccare tutto. Son rimasto qui e mi tocca di vedere tutto fino alla fine. È il mio destino e io amo il mio destino”.

Un tour che lo porterà ad attraverso nuovamente l’Italia e a essere ospite dei suoi stati, a partire da Bari. Queste le date:

  • 07-08.06.2015 - Bari – Stadio San Nicola
  • 12-13.06.2015 - Firenze – Stadio Franchi
  • 17-18.06.2015 - Milano – Stadio San Siro
  • 22-23.06.2015 - Bologna – Stadio Dall’Ara
  • 27-28.06.2015 - Torino – Stadio Olimpico
  • 03.07.2015 - Napoli – Stadio San Paolo
  • 08.07.2015 - Messina – Stadio San Filippo
  • 12-13.07.2015 - Padova – Stadio Euganeo