Valeria Marini torna al cinema con E io non pago, negli insoliti panni di una ladra-prestigiatrice. Nella trasmissione SuperCinema l’attrice, intervistata per la promozione della sua ultima “fatica”,  ripercorre un po’ la carriera concentrandosi sui due film che hanno segnato la sua crescita, raccontandone aneddoti e ricordi.

Il suo debutto al cinema arriva con il non memorabile Bambola, diretta da un gran regista quale Juan José Bigas Luna, un ruolo grazie al quale si trovò catapultata al Festival del Cinema di Venezia dove, però, parole della showgirl “Tutto risultò essere un inferno”. I fischi e le urla arrivarono già prima di spegnere le luci e anche durante le due proiezioni che ci furono, le critiche non vennero lesinate: “La Marini è l’antitesi della recitazione, sul set sembra una mortadella, è a dir poco vergognosa”. Lei ora sorride, afferma che è un film particolare, che alla fine nelle sale andò più che bene e che ancora oggi fa il 24% di share in televisione.

La pellicola che però ha dato la vera svolta alla sua vita, da un punto di vista professionale, ma anche lavorativo, è stata quella dove ha recitato con Alberto Sordi: Incontri Proibiti del 1998. Con lui, afferma la Marini, è nato subito un vero e proprio amore platonico, e se un giorno le avesse chiesto di sposarlo, lei probabilmente avrebbe accettato.