Venerdì 27 giugno 1980: una data che l’Italia non potrà mai dimenticare, dato che si tratta del giorno in cui è avvenuta la strage di Ustica, nella quale persero la vita le 81 persone del DC-9 Itavia I-TIGI precipitato in modo misterioso.

E intorno all’enigma che rappresenta quell’evento, al centro di tante controversie, ipotesi e supposizioni, nonché ombre oscure che si allungano sulle ricostruzioni ha deciso di costruire il suo ultimo film il regista Renzo Martinelli, specializzato in operazioni cinematografiche altamente controverse.

Il cineasta è infatti autore di pellicole che hanno fatto discutere e hanno diviso critica e pubblico: si potrebbe citare Porzus, sulla strage dei partigiani del 1945, oppure Vajont, sull’omonima tragedia, o ancora Piazza delle cinque lune, incentrato sull’omicidio di Aldo Moro, oppure Il mercante di pietre, sul tema del terrorismo islamico e quindi il dibattutissimo Barbarossa, anche per ragioni extra-artistiche.

Ustica dunque mette in scena il lavoro investigativo legato a quella sciagura, basato – si legge nel pressbook – su “un lavoro di tre anni a stretto contatto con due ingegneri aeronautici” e “sulla mole enorme di perizie e testimonianze effettuate nel corso degli oltre trent’anni trascorsi dal 27 giugno 1980”, tanto da poter arrivare a dire che che “quanto viene dichiarato nel corso del film è inconfutabilmente supportato da materiale documentale”.

In particolar modo il film si focalizza su due figure che ruotano intorno alla strage di Ustica, Roberta Bellodi, giornalista siciliana che nella tragedia ha perso la figlia, e Corrado di Acquaformosa, deputato e membro della commissione incaricata di far luce: i due rimangono invischiati in un labirinto di depistaggi, scomparsa di prove e testimoni chiave.

Martinelli ha descritto il suo film, in uscita il 31 marzo, come un’opera che “rivendica quel ruolo maieutico che solo il cinema sa avere, che rivendica la sua capacità di stimolare riflessioni che nessun altro media è in grado di stimolare con altrettanta potenza. Un film che, forse, ci può avvicinare ad una verità che stiamo cercando da oltre trent’anni”.

Nel cast della pellicola Caterina Murino, Enrico Lo Verso, Marco Leonardi, Lubna Azabal, Tomas Arana e Federica Martinelli.

In esclusiva per Leonardo.it una clip in cui viene raccontato il dolore dei parenti delle vittime di quel buco nero della storia italiana.