Una tra le pellicole più attese del nuovo anno è certamente la seconda trasposizione cinematografica del primo capitolo del capolavoro letterario di “Millenium” di Larsson, Uomini che odiano le donne, questa volta raccontato dal grande regista David Fincher.Fincher ha pubblicamente affermato, rispetto al suo progetto cinematografico:

In molti miei film mi sono occupato di violenza e si trattava spesso di violenza spettacolare. La violenza di questa storia invece è una violenza intima, è diversa.

La pellicola uscirà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo tre febbraio e si annuncia come un film rivelazione, non tanto per i talenti che ci hanno lavorato, quanto per l’autorialità che segue al primo film.

Tra le scene che si prospettano più controverse è quella della violenza carnale che subisce la principale interprete femminile, Lisbeth Salander, che viene spiegata definita dall’autore, non solo come brutale, ma oltremodo malvagia. Il personaggio di Bjurman richiama alla mente tutti i tipi di violenza che ogni giorno subiscono le donne, da quella perpetrata da uno strupratore a quelle del proprio capo o del proprio fidanzato.

Una scena che sicuramente farà discutere, in cui Fincher ha tentato di mettere tutta la sua perizia cinematografica:

…fare cinema non vuol dire raccontare tutto: direi che il segreto è di entrare nella scena il più tardi possibile, ed uscire il prima possibile.