Under the dome è l’attesissima serie tv tratta dal romanzo The Dome di Stephen King. Partita con il boom di ascolti sulla CBS lo scorso 24 giugno, arriverà in Italia su Rai2 il prossimo 14 luglio, quasi in contemporanea USA. Ho visto per voi i primi due episodi: scoprite in questo articolo la trama e il giudizio complessivo sulla serie!

C’era molta attesa per Under The dome e per vari motivi. Il primo è senz’altro Stephen King, autore del romanzo The Dome da cui la serie è tratta. Il secondo è il creatore della serie, Brian K. Vaughan, fumettista della Marvel, già sceneggiatore di Lost. La commistione di questi due elementi ha portato, nei mesi precedenti alla messa in onda, a un senso d’attesa davvero eclatante da parte dei fan di King in generale e delle nuove serie tv in particolare.  Ma le aspettative non sono sempre positive: ricordate per caso Flashforward, che doveva arrivare dopo Lost e naufragato sotto il (piccolo) peso degli ascolti? O Terranova, la serie evento dello scorso anno? Insomma, creare troppe aspettative intorno a un prodotto televisivo ancor prima che si sappia dove voglia andare a parere non sempre è un bene. Vale lo stesso per Under the dome? Ho visto i primi due episodi, il Pilot e The Fire: di solito le prime battute servono a inquadrare la serie tv, il genere, i personaggi  e a decidere se andare avanti o cambiare totalmente prospettiva. Intanto, la trama!

A Chester’s Mill, nel Maine, tutti gli abitanti sono intenti a vivere la propria vita di tranquilla e sonnolenta cittadina di provincia, quando, improvvisamente, quella che sembra una strana recinzione trasparente si abbatte sui confini della città. La cupola – come viene chiamata dai media – è inattaccabile e invalicabile: tutto quello che, al suo arrivo, è stato toccato da questa strana barriera è stato segato a metà di netto. Gli abitanti di Chester’s Mill si ritrovano così imprigionati fisicamente e sono impossibilitati anche a comunicare col mondo esterno: non sentono ciò che avviene oltre la cupola, non riescono a usare i cellulari, non hanno più elettricità e sono costretti a fare i conti con quella che sembra una situazione a tempo indeterminato. Ovviamente, in città, c’è chi ha dei segreti e tutti devono convivere forzatamente senza sapere di cosa si tratta.

Questa, a grandissime linee, la trama. un gruppo di persone diversissime tra loro per storia personale e intenti (e quindi ci sono i buoni e i cattivi), costrette a convivere in una situazione d’emergenza, senza sapere cosa fare o perché è successo a loro. Cosa vi ricorda? Non dirò Lost perché ci siete arrivati anche voi; in più, non dimentichiamo che si tratta di una serie tv tratta da un romanzo e che i riferimenti sono effettivamente tutti posticci.

Ma tant’è. A Chester’s Mill ci sono proprio tutti i personaggi ricorrenti di una serie tv con trama simile, tutti quelli che riuscite a immaginare: il forestiero (Mike Vogel, che è anche co-protagonista in Bates Motel) che, dopo aver commesso un omicidio, si ritrova intrappolato in città, insieme alla moglie dell’uomo che ha ucciso; il ragazzino nerd aiutato dall’amico deficiente; la coppia di passaggio con figlia adolescente emo e rompi-maroni a carico che rimane bloccata a causa della cupola; i poliziotti buoni (è uno è Frank Lapidus di Lost!) e il politico cattivo; il folle in preda al raptus di gelosia. Insomma, c’è la lotta tra il bene e il male, tutte le conseguenze logistiche della cupola (di cosa è fatta? E’ un evento soprannaturale o c’entra il Governo? E quando finiranno le scorte di cibo? Il clima sarà influenzato dalla barriera? e via dicendo) e una domanda: Stephen King non sta bene dov’è, ovvero sulla carta?

Perché traslarlo in immagini? Il mio personale giudizio complessivo sui primi due episodi non è molto positivo: devo ancora capire se il motivo è che non amo il genere, se ne ho viste troppe e ogni personaggio mi sembra la copia di mille riassunti o se proprio è il prodotto finale che non va bene.

E voi, lo avete visto? Cosa ne pensate?