Maestro del cinema francese, attivo sin dal 1974, Patrice Leconte firma con Una promessa il suo primo film interamente girato in lingua inglese.

Il regista ha avuto una carriera molto variegata che inzia da Tandem, Il marito della parrucchiera, passa per Ridicule, L’uomo del treno, Il mio migliore amico, Confidenze troppe intime e arriva persino alla macabra ed eccentrica animazione de La bottega dei suicidi.

In Una promessa Leconte torna a fare ciò che conosce meglio, ovvero il racconto delle dinamiche relazionali ed emozionali di una coppia. Quella che è protagonista del film, però, è una coppia costretta a fare i conti tanto con gli impedimenti sociali quanto con la tragicità della Storia con la “s” maiuscola: il film infatti inizia nel 1912, in Germania, alla vigilia della Prima Guerra Mondiale ancora inattesa e si conclude otto anni dopo.

Il protagonista Friederich (Richard Madden) è un giovane laureato in chimica di umili origini che viene assunto dal magnate dell’acciaio Karl Hoffmeister (Alan Rickman). Presto questi rimane colpito dalle sue capacità, tanto da chiedergli di trasferirsi a casa sua per lavorare a stretto contatto. Qui il ragazzo fa la conoscenza del figlio Otto e sopratutto della moglie Lotte (Rebecca Hall) di cui si innamora, ricambiato.

Per ragioni di lavoro Friederich è costretto a trasferisi in Messico per gestire un importante affare. La separazione tra i due amanti è lacerante, ma i due si promettono di ritrovarsi dopo 2 anni. Lo scoppio della Grande Guerra allungherà la lontananza a sei anni. Il loro desiderio resisterà tanto a lungo?

Il film, in uscita il 2 ottobre nelle sale italiane, è tratto dal romanzo Viaggio nel passato di Stefan Zweig, che già aveva ispirato con la sua opera il Grand Budapest Hotel di Wes Anderson.

Foto: ufficio stampa