Dopo Basilicata coast to coast Rocco Papaleo torna dietro la macchina da presa con Una piccola impresa meridionale, una irriverente commedia che porta in scena vizi e virtù di un’Italia moderna.

Riccardo Scamarcio, Barbara Bobulova, Sarah Felderbaum, Claudia Potenza e lo stesso Papaleo sono i protagonisti di questo film che ruota tutto intorno alla storia di don Costantino, confinato dalla madre perché non si sappia che si è spretato dopo essersi innamorato. Mamma Stella, tra l’altro, ha già un altro scandalo da affrontare: sua figlia Rosa Maria ha lasciato il marito, Arturo, ed è scappata con un misterioso amante. Il vecchio faro in disuso – che appartiene alla famiglia di Costantino e che dovrebbe garantirgli l’isolamento -, attira invece gente come un magnete, trasformandosi via via in un refugium peccatorum. Dopo l’ex prete arriva una ex prostituta, Magnolia. Poi il cognato cornuto, Arturo. Infine una stravagante ditta di ristrutturazioni chiamata per riparare il tetto del faro. In un gioco di rimandi e agnizioni, istruzioni e ristrutturazioni i protagonisti di questa storia disegneranno il loro futuro.

Papaleo racconta così il suo film: “E’ un gruppo di persone che in un momento difficile della vita si ritrova a vivere in un faro, dissestato, in cui ci piove dentro. Piove anche dentro la vita di questi personaggi, che decidono di riparare il tetto, e questa riparazione gli prende la mano, così che decidono di ristrutturare e abbellire questo luogo, e facendo questo abbelliscono anche la loro vita“.

Nel film, con il solito linguaggio surreale e romantico, Papaleo tenta di scardinare alcuni pregiudizi ancora radicati al sud, e spesso legati alla cultura cattolica. Lo fa soprattutto attraverso il suo personaggio, un prete spretato per amore. “Ma non perde la sua spiritualità la sua fede, anzi vi rimane aggrappato, e proprio grazie a questo contatto diretto, non filtrato da nessuno schematismo religioso, elabora il suo percorso e la sua rinascita in qualche maniera“.