Una donna per la vita rappresenta l’esordio alla regia per Maurizio Casagrande, attore habitué delle produzioni teatrali e cinematografiche di Vincenzo Salemme. Dietro la decisione di dirigere un film c’è una vicenda personale:

 “Il mio film nasce da una signorina a cui mi accompagnavo diverso tempo fa e che improvvisamente mi lasciò, dopo avermi fatto capire che non era affatto la persona che immaginavo. Per stare con lei, avevo interrotto una relazione con una ragazza forse meno bella e perfetta, e sicuramente più ingombrante, ma di certo più affettuosa e generosa. Sulle prime ho pensato di raccontare proprio la mia disavventura, ma fare un film su un uomo deluso da una donna mi sembrava banale, e così ho messo entrambe le figure femminili nel film, riabilitando la prima fidanzata”.

Tra i protagonisti del film, c’è Neri Marcorè, che parla in questi termini del regista e di Una donna per la vita:

“Maurizio ed io ci siamo conosciuti sul set de La scomparsa di Patò e ci siamo subito piaciuti, così, appena mi è arrivata la sceneggiatura di Una donna per la vita, ho accettato il ruolo senza nemmeno leggerla. Il lavoro è stato facile, perché quello che entrambi abbiamo messo nel film è semplicemente ciò che facciamo nella vita quando ci prendiamo in giro. Al di là delle scene in cui abbiamo improvvisato, mi sono messo completamente nelle mani di Maurizio. Per qualsiasi persona, la prima regia significa imprevisti, cambiamenti, intoppi. Maurizio è riuscito sempre a inventare un piano b, ed è stato bravo a dirigere e contemporaneamente ad essere attore protagonista”.

Non resta dunque che andare a vedere l’esordio di Casagrande dietro la macchina da presa al cinema, festeggiando con lui i suoi venticinque anni di carriera.