Nelle sale italiane dal 27 luglio, “Un anno da leoni” segna il ritorno sul grande schermo di David Frankel, che da quattro anni era lontano dalle scene.

Con questo film David Frankel, però, sembra fare un passo falso e non sembra che le premesse siano buono per bissare il grande successo ottenuto con “Il Diavolo veste Prada” e “Io & Marley”.

Probabilmente il regista ha puntato un po’ troppo sulla sua bravura e si è cimentato con un tema che, per quanto interessante, difficilmente può essere reso con successo sul grande schermo. “Un anno da leoni”, infatti, parla del birdwatching e del concorso che viene indetto in America ogni anno, il North American Big Year, in cui i partecipanti vanno in giro per boschi a cercare di scovare l’uccello più raro del momento.

La storia è tratta dal libro “The Big Year: A Tale of Man, Nature, and Fowl Obsession di Mark Obmascik, ed è interpretato da tre grandi artisti come Steve Martin,  Jack Black ed Owen Wilson. Ma, nonostante queste brillanti premesse il film non riesce a dare il senso della natura e della passione dell’uomo per il birdwatching, risultando così ripetitivo e prevedibile.

Ciò che ci auguriamo è che sia solo un piccolo passo nella carriera di David Frankel e che presto il regista possa tornare sugli schermi con le ottime opere che finora ci ha presentato.