L’amore secondo Paolo Virzì. Il regista di capolavori come Ovosodo torna in pista con Tutti i santi giorni, libro che si ispira al romanzo La generazione, scritto da Simone Lenzi (cantante della band Virginiana Miller).

Il decimo film del regista toscano è dunque una trasposizione cinematografica de La generazione, libro che lo ha colpito molto, come racconta:

“Il libro di Simone mi ha colpito per via del tema struggente trattato con uno sguardo ironico e raffinato. In più o percepito che dietro al dramma di una coppia che cerca di avere un bambino che non viene, c’era una straordinaria storia d’amore. M’interessano le persone più dei temi: in questo caso m’interessava raccontare, pur nella volgarità di questo mondo, una giovane coppia che vive una storia d’amore davvero autentica. Anche se non è facile parlare d’amore, evitare di cadere nelle melensaggini: ma qui avevamo la storia di Simone che ci aiutava. 
Rispetto al libro abbiamo ovviamente cambiato molte cose, a partire dal personaggio di Antonia, inserendo nel film anche il suo punto di vista narrativo, che nel libro era invece assente.”

Virzì ama definire Tutti i santi giorni come un film piccolo e intimo. È la storia di una coppia che si adora. I due partner si aiutano a vicenda, si salvano ogni giorno, nonostante i loro caratteri diversi. Lei è emotiva, passionale, lui glaciale, calmo. I due decidono un giorno di avere un bambino e da lì in avanti…