Talvolta al cinema si va anche per spegnere il cervello e provare a trascorrere un paio di ore non troppo impegnative, con lo scopo di rilassarsi piuttosto che ricevere una lezione di vita da pellicole altisonanti con morali più o meno implicite. Coloro che andranno a vedere Tutte contro lui – The Other Woman non potrà pretendere altro che 10 minuti di frivolezza. Niente più, niente meno.

A meno che non abbiate una componente femminile decisamente molto spiccata e poco pretenziosa, capace di ridere dei più banali stereotipi legati alla mogliettina casalinga/donna d’affari/post adolescente dagli ormoni lussuriosi, rinunciate alla visione di questa pellicola piacevole se non si hanno, come già detto, pretese da pellicola impegnata.

Il trio di attrici, Cameron Diaz, Leslie Mann e Kate Upton, si lascia comunque apprezzare, non solo per l’indiscutibile bellezza (ragazzi, la Upton è da urlo, non c’è storia), ma anche per la simpatia che le contraddistingue e che tanto ricorda il gruppetto Hawn-Keaton-Midler del Club delle prime donne del 1996, vera e propria dichiarazione di guerra al latin lover da strapazzo che non riesce a tenerselo nelle mutande, nonché manifesto della solidarietà femminile davanti all’uomo traditore e doppiogiochista.

Sarà forse inutile avanzare critiche vane, l’intento del film è divertire, però, lasciatemela passare: il finale è davvero improponibile. Non vi spoilero nulla, ma sappiatelo: è agghiacciante (un po’ come l’interpretazione della super curvy Nicki Minaj nel ruolo della segretaria-confidente di Cameron Diaz)!

VOTO: 5-