Ero sicuro che la miglior serie televisiva dell’anno fosse quella sulla Bibbia, già mi aspettavo una valanga di Emmy e almeno un paio di miliardi di telespettatori, invece tutti non fanno che parlare di questo True Detective, la rivelazione dell’anno in onda su Sky Atlantic, col Premio Oscar Matthew McConaughey nella prima stagione, disponibile gratuitamente fino al 10 Ottobre anche su Sky Online (solo la prima puntata).

Si sa che non ho mai avuto un grande talento per il noir e i gialli. Per esempio, nella Bibbia il caso con l’omicidio eccellente dura un versetto e la trama è banale: Caino è invidioso di Abele, lo accoppa, io lo scopro, gli dò un calcio nel sedere e maledico lui e tutta l’umanità (di nuovo). Personaggi banali, finale scontato, robetta.

Magari – ho pensato – questo True Detective mi insegna qualcosa.

E insomma, indovinate? È come la Bibbia, però è meglio.

Intanto, come la Bibbia, è antologico, cioè ogni stagione ha storie e personaggi diversi, tutti importanti e con grandi capacità, ma strani e psicologicamente instabili.

La prima stagione conta 8 episodi, dopodichè si ricomincia con la seconda, in un altro posto, con altra gente.

È come passare da Adamo, a Noè, ad Abramo, ma con un ritmo narrativo che scansati.

L’ambientazione, poi, è dark e suggestiva.

La prima stagione è ambientata nella paludosa Louisiana, profonda America del sud, gente inquietante, superstizioni e strane culture. Tipo True Blood, ma con meno splatter.

Per un noir fatto come Dio comanda bisogna scegliere i luoghi giusti, mica come me che le cose importanti le facevo accadere o nel deserto, o in cima alle montagne.

Infine, sempre come nella Bibbia, anche i buoni sono peccatori, ma peccatori non per modo di dire. I detective che devono trovare l’assassino… beh, non vi rovino la sorpresa.

Vi dico solo che io al massimo avevo Noé che alzava un po’ il gomito e Sansone che aveva problemi a controllare la rabbia, ma qui siamo a un altro livello. L’atmosfera è pesantemente tetra, non esistono personaggi puliti, e il contatto con il crimine e con la parte peggiore dell’uomo corrompe anche buoni.

Morte, inesorabilità, maledizioni, misteri, regole infrante e anime nere.

Per fortuna che quando ho sceneggiato la Bibbia c’ero solo io. Con True Detective come concorrenza, non avrei avuto speranze.

Publiredazionale