Andrà in onda questa sera su Sky Atlantic la prima puntata dell’attesissimo True Detective 2, seconda stagione del serial che ha fatto letteralmente impazzire gli spettatori e ha imposto la cosidetta Mcconaissance, la rivalutazione critica di Matthew McConaughey.

La serie ideata e scritta da Nic Pizzolatto, in precedenza diretta dal solo Cary Fukunaga, e ora affidata a una molteplicità di registi, giunge così alla prova del nove di una nuova iterazione: come è già noto l’atmosfera cambia completamente, dalla palude metafisica e horror della prima stagione all’urban crime cinico e disperato della città fittizia di Vici.

I protagonisti, come già noto, sono Colin Farrell, Taylor Kitsch, Rachel McAdams, Kelly Reilly e Vince Vaughn. Vediamo dunque cosa ne pensa la critica americana, che ha avuto modo di vedere in anteprima i primi tre episodi di True Detective 2 (qui potete vedere due clip in anteprima).

Vanity Fair esprime qualche dubbio sulle capacità dello sceneggiatore, che inizia a ripetere se stesso senza la stessa ispirazione, tuttavia lo show rimane di particolare interesse: “La serie antologica ha perso l’elemento della sorpresa e così, mentre l’anno scorso mostri erano stati sorpresi delle riflessioni sulla futilità dell’esistenza, questa volta il tutto sembra già sentito. La seconda stagione cerca di rimediare a questo senso di famigliarità, cercando la profondità, ma spesso con risultati mollicci. Gli attori principali fanno un buon lavoro e il cast di supporto è popolato da una serie di strani e intriganti personaggi. Si sente la mancanza della regia di Fukunaga: nonostante lo stile sia mantenuto da Justin Lin mancano intelligenza e profondità.”

The Verge insiste molto di più sugli aspetti negativi di questa prima parte di stagione, forse costruita eccessivamente sull’esempio inimitabile dell’originale: “Lo show ha preso i suoi elementi più evidenti (nichilisti autodistruttivi, omicidi feroci e consumo di alcol altissimo) e li ha amplificati ancora di più, mentre le gioie più sottili (le conversazioni in macchina, la presenza di una voce anche fallace della ragione) sono stati cancellati. Invece di mettere a confronto un personaggio da tempo perso nel vuoto contro uno ancora legato alla tradizione, ora abbiamo quattro personaggi completamente circondati dall’oscurità in un modo o nell’altro. È un nuovo mistero carico di potenziale, ma in questi primi tre episodi l’ombra del precedessore si staglia lunga, al punto che sembra di vedere quattro attori talentuosi giocare a True Detective”.

Combattuto anche il giudizio di Screenrant, che non sa se promuovere o bocciare un serial promettente ma non all’altezza di quanto già visto prima: “Più ci si immerge nel mondo di Pizzolatto e più appare chiaro che l’oscurità non è così profondo come si era pensato. Ma ciò non impedisce a True Detective 2 di scavare in alcuni posti molti bui. Per i fan in cerca dello stesso misticismo lirico di McConaughey questa stagione non batterà sullo stesso tasto. Coloro che vogliono qualcosa di diverso potrebbero aver trovato ciò che cercano”.