Ecco la recensione del secondo episodio di True Blood sesta stagione, dal titolo The sun, in onda sulla HBO e su Fox Italia, in contemporanea USA!

Non so se è True Blood a non darmi, dopo sei stagioni, le emozioni di una volta o se sono io a essere satura di serie tv. Sta di fatto che dopo il secondo episodio dal titolo “The Sun” (presto in arrivo anche su Fox, dove è partita la messa in onda della nuova stagione quasi in contemporanea USA), non sono più convinta che la direzione presa sia quella giusta.

True Blood mi ha sempre dato quello che volevo: una serie tv leggera, movimentata e hot quanto basta, giustissima per la stagione estiva. E’ chiaro però che dopo cinque stagioni, di cui solo un paio davvero riuscite, ti affezioni anche ai personaggi: è difficile vederli prendere una strada incoerente, o più percorsi insensati contemporaneamente.

In questo episodio ritroviamo Billith - Bill che si è fuso con l’Eva vampira originaria Lilith – alle prese con i suoi nuovi poteri. Scopriamo che, toh!, non solo riesce a sgranocchiare le ossa di qualcuno con la sola forza del pensiero, ma può anche dissetarsi senza neanche addentare la preda e, in più, vedere il futuro. Il tutto lo scopre in uno stato catatonico, mentre, nel frattempo, parla con Lilith che gli anticipa l’inizio di una guerra (Umani vs Vampiri? Vampiri vs Warlow? Fate contro Warlow?). La povera Jessica è l’unica a conservare ancora un barlume di umanità rispetto a quanto sta succedendo al suo Creatore, standogli accanto, pregandolo, anche, affinché benedica tutta l’allegra brigata di Bon Temps.

D’altro canto, nessuno sta veramente tranquillo: Sookie incontra un tipo affascinante (Robert Kazinsky) - è la sua specialità raccattare gente figa e ferita per strada – che scopre essere un giovanotto fatato come lei. Love interest alarm! Love interest alarm!

Tornata a casa, scopre che Jason ha incontrato il Re delle fate originario, che, guarda caso, è un loro parente. In più, questo fantomatico Warlow che ce l’ha a morte con gli Stakehouse è tornato nel mondo dei vivi e promette vendetta: insomma, se non avevate capito chi era il big bad della stagione, eccovi accontentati.

Sul fronte battaglia contro gli umani che vogliono annientare i vampiri, Eric, Pam, Tara e Nora a loro modo cercano di trovare una soluzione. Per Eric, ne esiste solo una, ovvero andare direttamente dal Governatore Burrel, fingendosi uno stravagante intellettuale (e diciamolo, l’Eric zuzzurellone ci piace assai, quasi come quando si faceva il bagno nel fiume completamente rincitrullito d’amore per Sookie, e senza memoria) e poi, deliberatamente, farsi smascherare: un po’ per far capire agli umani che no, sui vampiri e i loro poteri non sanno proprio tutto (ma dai: lo sa anche mio fratello settenne che volano!) e un po’ per arrivare alla figlia  del governatore, in piena ribellione al padre e perfetto tramite 

In queste poche righe, neanche troppo esaltanti,  potremmo racchiudere le due storyline principali, quelle che reggono l’intero fardello di True Blood. Per cui non vi parlerò delle altre parallele, che, nell’ordine, vi presenterò in un comodo elenco puntato giusto per far intendere quanto ce ne frega.

  • Arlene e Terry ricevono la visita della moglie di Patrick (quello posseduto da un’altra storyline immotivata, Ifrit) e mentono spudoratamente per evitare di dire alla povera – e gravida – signora che lo stesso Terry ha ucciso l’amico posseduto
  • Continuano le avventure delle gemelle fatata di Andy, che si ritroverà ben presto con quattro figlie adolescenti spacca-maroni
  • Sam ci delizia con una doppia avventura: oltre a ricevere la visita dei membri di un Movimento per i Diritti delle creature soprannaturali, scopre nel modo peggiore che il branco di Alcyde vuole la piccola Emma per crescerla come un vero lupacchiotto
  • Nora sta leggendo per la seicentesima volta la Bibbia dei Vampiri, cercando messaggi criptici tra le righe ancora più criptiche del manoscritto.
  • Pam e Tara si annusano e si guardano di sottecchi e presto saranno innamoratissime (come noi di Pam. Infatti mi finisce nell’elenco puntato delle storyline noiose solo per comodità)

 Io non lo so se True Blood mi piace ancora. Mi sentivo gasatissima dopo il primo episodio e sento ribollire in me la rabbia per qualcosa che sembra andare storto dopo il secondo. La tecnica dell’ “incrociamo mille storie parallele che poi confluiscono in un sola” è ok, ma, dopo sei stagioni, ne ho abbastanza. L’arcinemico cattivissimo verrà sconfitto come tutti gli altri e a noi non resterà che l’ennesima sfilza di sguardi languidi tra Sookie e i suoi ragazzi. Non so se me la sento, ma so che andrò avanti per scoprirlo. Perché sono una debole!