È la Napoli più simpatica e genuina quella al centro del film Troppo napoletano, una produzione firmata da Alessandro Siani che vede alla regia Gianluca Ansanelli, qui alla seconda prova dopo la commedia All’ultima spiaggia del 2012.

Anche sceneggiatore, in quanto aveva firmato lo script del fortunatissimo Si accettano miracoli, propone una sapida favola che riflette sulle differenze di classe che sussistono anche nella città parteneopea: il giovane protagonista Ciro (il simpaticissimo Gennaro Guazzo) è infatti invaghito di una sua compagna di un quartiere molto “in”, mentre lui è un perfetto esempio della veracità campana (non a caso il titolo).

A interpretare Debora, la madre del ragazzino, è Serena Rossi, che i telespettatori ricorderanno per i suoi ruoli in Un posto al sole e La squadra. La donna è rimasta vedova sin quando il suo ex marito, un popolare cantante neomelodico, ha perso la vita lanciandosi dal palco per fare stage diving.

Da allora Debora si preoccupa in maniera esagerata per il figlio undicenne, credendolo turbato per la perdita e scambiando un piccolo incidente per un tentativo di suicidio. D’altro canto il ragazzo sembra davvero preoccupato, tanto da non mangiare più neanche il ragù domenicale.

Per questo motivo Debora si rivolge allo psicologo dell’infanzia Tommaso (Luigi Esposito): questi, timido e impacciato, riuscirà a scoprire la vera ragione dei turbamenti di Ciro, ovvero l’innamoramento per una compagna di classe. I due stipulano così un patto: lo psicologo aiuterà il bambino a conquistare la sua amata, mentre questi gli darà una mano per farlo fidanzare con la sua avvenente madre. Naturalmente due caratteri così diversi faranno scintille.