Dopo mesi di attesa fatta di brevi e misteriosi trailer e una première mondiale è finalmente andata in onda la prima puntata della quinta serie de Il Trono di Spade.

Secondo quanto dichiarato dalla stessa rete statunitense che trasmette la serie, la HBO, il debutto della nuova stagione avrebbe anche superato il record fissato l’anno precedente e i dati parlano da sé: secondo i dati rivelati da Nielsen più di otto milioni di persone si sarebbero sintonizzate sul canale con un +17% pari a  quasi un milione e mezzo di spettatori in più rispetto alla première della quarta stagione oltre ad un incremento di quasi 800mila spettatori rispetto agli altri episodi della stessa serie.

Un debutto che, nel totale, ha visto una media di 5,4 milioni di telespettatori – con il 4.9 di rating – tra i 18 e 49 anni – segnando un aumento del 14% sempre rispetto alla stagione precedente -, circa 2.64 milioni nella fascia tra 18 e 34 anni e 5.25 milioni nella fascia 25-54. Cifre da record che sono state raggiunte da serie di grande successo come The Walking Dead e The Big Bang Theory.

Un successo sempre in ascesa, dato che la seconda stagione della serie creata da David Benioff e D.B. Weiss e basata sul ciclo di romanzi di George R. R. Martin aveva raggiunto i due milioni di spettatori, salendo a cinque milioni nella terza stagione e a sei milioni con la première della quarta stagione.

Nonostante nei giorni precedenti fossero state diffuse online le prime quattro puntate della serie, questo pare non aver intaccato in alcun modo il successo della première, intitolata “The Wars to Come”. Ma a quanto pare non è finita qui: nel corso della prima puntata è nata una nuova polemica in quanto alcuni fan della serie l’avrebbero trasmessa sulla nuova app targata Twitter, Periscope.

Un atto illegale è andato ad infrangere il copyright dal quale è coperta la serie e che ha subito colto sull’attenti la HBO la quale, in una nota ha fatto sapere: “Siamo consapevoli di Periscope e abbiamo inviato delle notifiche per rimuovere gli account. In generale, crediamo che gli sviluppatori debbano essere muniti di strumenti che prevengano proattivamente le infrazioni di massa della legge che si verificano sulle loro applicazioni non affidandosi solo sulle notifiche.