Sarà dedicato a Orson Welles il Torino Film Festival 2015, la manifestazione cinematografica sabauda giunta quest’anno alla sua 33esima edizione.

La kermesse che si terrà dal 20 al 28 novembre 2015 verrà inaugurata dalla proiezione del film Suffragette di Sarah Gravon e sarà tenuta a battesimo dalla madrina Chiara Francini, voluta dalla direttrice artistica Emanuela Martini.

Come al solito sono due i riconoscimenti che il Torino Film Festival attribuisce ai grandi autori del presente e del passato: il Premio Cipputi alla carriera quest’anno va a Francesca Comencini, mentre il Gran Premio Torino a Terence Davies, regista britannico di grande forza e sensibilità.

Numeri importanti, poi, quelli snocciolati durante la conferenza stampa avvenuta a Roma : 158 lungometraggi, come al solito con una particolare predilezione per le opere prime e seconde (ben 47 in tutto)e 50 anteprime mondiali su un totale di oltre 4000 film visionati.

La sezione competitiva del festiva, Torino 33, gode di una giuria d’eccezione formata da Ferzan Ozpetek, Geoff Andrew, Carolina Crescentini, Debra Granik e Gyorgy Palfi. È nota la preferenza i Torino per le nuove voci cinematografici e i percorsi al di fuori del mainstream, e in effetti la selezione ufficiale lascia intravvedere nomi di debuttanti di talento o autori conosciuti spesso da un pubblico cinefilo più che dalla grandi masse.

Questi infatti i film che parteciperanno al concorso del Torino Film Festival 2015 (segnaliamo le quattro pellicole italiane presenti).

God Bless the Child – Robert Machoian e Rodrigo Ojeda Beck
Idealisten The Idealist – Christina Rosendahal
La Patota Paulina – Santiago Mitre
Lo scambio  – Salvo Cuccia
Sopladora de Hojas  – Alejandro Iglesias
Coma – Sara Fattahi
Coup De Chaud  – Raphael Jacoulot
Les Loups  – Sophie Deraspe
I racconti dell’orso  – Samuele Sestieri
A Simple Goodbye  – Degena Yun
John From  – Joao Nicolau
Colpa di comunismo  – Elisabetta Sgarbi
The Waiting Room  – Igor Drlijaca
Keeper  – Guillaume Senez

Nella sezione Festa Mobile, oltre alla commedia italiana La felicità è un sistema complesso di Gianni Zanasi, ci sono molti film molto attesi dai cinefili e già visti nei principali festival mondiali: la trilogia delle Arabian Nights di Miguel Gomes, The Assassin di Hou-Hsiao Hsien, Me and Earl and The Dying Girl, vincitore del Sundance, l’atteso High Rise di Ben Wheatly, Comoara del rumeno Corneliu Poromboiou, Under Electric Clouds di Alexey German Jr., Tangerine di Sean Baker e anche l’hollywoodiano Il sapore del successo con Bradley Cooper.

Da incorniciare poi per gli amanti dell’horror e del fantastico il programma di After Hours, che riunisce nomi celeberrimi quali Guy Maddin, Sion Sono e Bruce McDonald.

Interessante e al solito molto ricca la proposta di documentari, a partire da Rithy Pahn che porta La France est notre patrie di Rithy Pahn, Ben Rivers e il suo A Distant Episode e  JDP/JLG 1963 – 2012 a cura di Gaël Teicher e Freddy Denaës.

Infine sperimentalità al massimo della sezione Onde che porta I nuovi progetti di alcuni artisti come Denis Coté, Eugene Green, Apichatpong Weeresethakul, Luca Ferri e Pappi Corsicato.